Italia, nave senza nocchiero e in gran tempesta...
Il risultato di queste elezioni non lascia dubbi né incertezze: l'imponente avanzata di Grillo ha risucchiato i voti di tutti i partiti, colpendo tutti quei movimenti e partiti anti-sistema, che, latori di proposte serie, programmi dettagliati e candidati preparati e già addentrati nella politica, e che avrebbero potuto rappresentare la concreta ed efficace alternativa alla corruzione e al malgoverno di questi anni, sono stati letteralmente sbaragliati da un fenomeno che è riuscito a canalizzare il consenso degli italiani verso di sé.
Il risultato è chiaro, nella sua crudezza, e l'analisi possibile non può e non deve distaccarsi dalla realtà che questo risultato elettorale pone davanti.
La tempesta che è in atto oggi nel sistema politico italiano ci rimanda a quelle vicende che nel 1992-93 videro lo stesso sistema devastato dallo scandalo 'mani pulite', quando personaggi come Craxi, che avevano provocato il corto circuito di Sigonella, furono bruscamente esautorati e costretti a finire la propria vita in esilio.
Per capire ciò che sta accadendo oggi, forse, è utile proprio un paragone con cosa accadde allora: Antonio di Pietro, legatissimo alla struttura Cia-Mossad, ed in particolare alla figura di Michael Ledeen (che gli permetterà di procurarsi dei fondi imponenti), è l'uomo che, di fronte allo scenario di corruzione che si era profilato con lo scandalo "mani pulite", attuò il repulisti, per conto degli americani, proprio nei confronti di quella classe dirigente (Craxi) che aveva provato a svincolarsi dalla tutela degli Stati Uniti.
Il sistema che si è ricomposto dopo lo scandalo "mani pulite", e i cui principali esponenti furono uomini come Fini e Berlusconi, uomini di chiara impronta politica filo-americana, si è attestato nuovamente sulla completa accettazione degli accordi che posizionano l' Italia sotto la tutela statunitense.
Oggi su Grillo (anch' egli passato al vaglio dell'ambasciatore americano Spogli, come confermano i dossier pubblicati da - solo alcune - testate giornalistiche italiane), come Di Pietro aleggia la domanda se ricopra o meno il ruolo di "rivoluzionario sotto controllo".
Eppure Grillo durante la campagna elettorale ha modificato la sua strategia propagandistica e, daopo una scelta iniziale di non menzionare il punto della sovranità monetaria, è passato ad affermare chiaramente, nel suo comizio a Cuneo del 16 febbraio, che "il debito pubblico va ripudiato e la Banca d'Italia nazionalizzata deve emettere denaro": esattamente quanto le forze extraparlamentari – e anche questo giornale - ripetono da anni. Non soltanto, ma lo stesso Beppe Grillo ha di recente avanzato la tesi che "la crisi non può essere fermata e che pertanto ci si dovrà organizzare a livello sociale e comunitario nell'onestà e nella solidarietà". Altra posizione condivisibile non soltanto dalle forze extraparlamentari cosiddette nazional-popolari, ma anche socialiste tricolori e dai movimenti per il bene comune. Nella società vera, in Italia, sono infatti in via di estinzione gli argini di quegli opposti estremismi e antagonismi ad arte e nel sangue iniettati su tre generazioni di connazionali.
E allora?
Allora individuiamo questi famosi minimi comuni denominatori e con umiltà rafforziamone l’impatto, portiamoli nelle piazze e tra la gente. Con una precisa strategia radicale, che sia consapevole del grande nemico che non vuole affatto un ritorno alla sovranità nazionale della sua colonia.
Non si tratta di firmare cambiali in bianco: si tratta di essere contemporanei a quanto si discute ed emerge dal profondo della nostra nazione. E dell’Europa. Quella vera, s’intende.
Fonte: www.rinascita.eu
di: R.
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