High frequency trading, la Sec promette la linea dura

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/borsa.jpgLa Securities and Exchange Commission ha intenzione di muoversi per porre un freno all'high frequency trading. Lo rende noto il Wall Street Journal.

Una gran parte delle transazioni effettuate quotidianamente sulle piazze borsistiche, infatti, ha ben poco a che vedere con «i fondamentali delle società» in questione. L'ha affermato la presidente dell'ente governativo statunitense, Mary Schapiro. Spesso, infatti, a influenzare le quotazioni sono le migliaia di transazioni compiute nel giro di frazioni di secondi da avanzati software informatici. Un'attività che «preoccupa» la presidente dell'authority, stando a quanto ha dichiarato ai giornalisti nella giornata di ieri. Se da un lato, infatti, viene immessa maggiore liquidità nei mercati, dall'altro tale fenomeno costituisce un pesante fattore di instabilità. Lo ha dimostrato il caso del “flash crash” del 6 maggio 2010, quando i principali indici borsistici sono arrivati a perdere fino al 9%, salvo poi chiudere la giornata con cali intorno al 3%.

Da allora, la Sec ha già introdotto alcune misure per arginare l'high frequency trading. Ma, ha dichiarato Mary Schapiro, bisogna fare di più. Uno degli obiettivi è quello di istituire un meccanismo di verifica stabile in grado di tracciare tutte le transazioni. Un'altra soluzione potrebbe essere rappresentata dall'imposizione di una commissione da pagare per le transazioni che vengono cancellate prima di essere portate a termine: sono circa nove su dieci. Oppure, a determinati trader ad alta velocità potrebbe essere richiesto di fornire, per la maggior parte della giornata borsistica, quotazioni vicine ai migliori prezzi presenti su scala nazionale. Dal mondo della finanza già si ribatte paventando l'impatto sulla liquidità e la possibilità che alcuni trader abbandonino le piazze statunitensi per dirigersi altrove. ( Fonte: www.valori.it)

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