L’Irlanda paga ancora i salvataggi bancari: maxi-vendita di asset
Il governo irlandese continua a pagare il conto del tracollo del proprio comparto finanziario. Schiacciate dalla crisi del settore immobiliare, soprattutto le banche hanno vissuto a lungo sull’orlo del baratro, e il governo è stato costretto a lanciare un ampio piano di salvataggi. Ciò, a sua volta, ha provocato un’impennata senza precedenti del debito pubblico. Che ora Dublino deve necessariamente contenere, a costo di privarsi di una vasta serie di asset strategici. Così l’esecutivo dell’isola anglofona ha annunciato un maxi-programma di dismissioni, che coinvolgerà anche quote di partecipazione statale nella società energetica nazionale, la Bord Gais Energy, e nella compagnia aerea di bandiera Air Lingus. «Il governo ha concluso poi un accordo con la troika (Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) riguardante la cessione di asset appartenenti allo Stato per un valore massimo di 3 miliardi di euro», ha dichiarato il ministro della Spesa pubblica Brendan Howlin.
In tal modo si conta di finanziare parte del rientro dall’esposizione debitoria e ottenere anche i capitali necessari per avviare un piano per la creazione di nuovi posti di lavoro. ( Fonte: www.valori.it)