Hedge funds, ad agosto la crisi peggiore dal 2008
La crisi debitoria dell’Eurozona non ha risparmiato la finanza speculativa. Gli hedge funds hanno infatti passato una brutta estate: secondo un’analisi pubblicata dal quotidiano economico francese Les Echos, le difficoltà patite dalla maggior parte dei fondi speculativi sono state tutt’altro che lievi.
In particolare il mese di agosto è stato quello più nero. Certo, le perdite non sono paragonabili al crollo registrato nel 2008, quando a tremare fu l’intera finanza mondiale, ma il dato medio è comunque significativo: -7%. E proprio da tre anni a questa parte, gli ultimi 30 giorni sono stati i peggiori per il comparto.
Va detto, tuttavia, che esistono forti differenze a seconda del tipo di strategia adottata da ciascun hedge fund. Chi ha subito i cali peggiori ha fatto segnare un ribasso di circa il 10%, mentre le performance migliori sono state in territorio positivo (sebbene non superiori a poco più di 3 punti percentuali, secondo quanto riferito dagli indici Lyxor).
La raccolta, al contrario, ha fatto sorridere gli operatori dei fondi speculativi. Al contrario del 2008 e del 2009 - quando, secondo le stime di Hedge Fund Research, si registrarono fughe di capitali pari rispettivamente a 155 e 131 miliardi di dollari per il settore - solo nei primi sei mesi di quest’anno sono stati attirati 62,5 miliardi in più rispetto all’intero 2010 (anno in cui il saldo è stato positivo per 55 miliardi).
La domanda, a questo punto è: la crisi estiva si protrarrà anche nei prossimi mesi, o la finanza speculativa proseguirà nel suo ritorno in auge? Les Echos ricorda che nell’annus horribilis 2008 furono costretti a chiudere circa 800 hedge funds, ovvero il 10% del totale (ad oggi sono circa 7.500 in tutto il mondo). Per cui i margini di ripresa sono ancora potenzialmente ampi, nonostante i giri di vite dei regolatori, che hanno cercato di imporre in questi anni una disciplina più dura ad un comparto considerato ad alto rischio.
Adesso la parola sta agli investitori: potrebbe verificarsi uno spostamento dai fondi più rischiosi a quelli più prudenti, viste le condizioni ancora precarie dell’economia globale. Ma anche, al contrario, un’impennata delle “scommesse” di chi vuole tentare di trarre guadagno dai forti cali registrati sui mercati internazionali negli ultimi mesi. ( Fonte: www.valori.it)