La Fed: «Servono interventi di sostegno agli acquisti di case»
Il governo statunitense dovrebbe intensificare le proprie azioni di sostegno ai proprietari di case che si trovano in difficoltà a sostenere le spese del proprio mutuo. E a dirlo, stavolta, non sono solo le associazioni dei consumatori: ma Elizabeth Duke, esponente del board della Federal Reserve. Lo riporta stamattina il Financial Times.
Il presidente Barack Obama, nel suo discorso in programma per la prossima settimana, dovrà dare alla nazione risposte precise in merito alla lotta alla disoccupazione: ma anche, per l'appunto, alla crisi dell'immobiliare statunitense, per la quale ancora non si vede una via d'uscita. E che scatena rilevanti problemi di livello sociale. A partire dal 2009 è in vigore il cosiddetto HARP (Home Affordable Refinance Program), che permette a quanti sono alla pari con i pagamenti, ma devono alla banca una somma superiore al valore attuale della loro proprietà, di rinegoziare in proprio favore i termini del mutuo. Hanno diritto a tale agevolazione circa 4 milioni di persone: ma, finora, solo 800 mila vi hanno effettivamente avuto accesso. Secondo Elizabeth Duke, tale manovra si trova incontro a ostacoli che bisogna superare per dare una decisiva spinta alla ripresa. Tra questi si possono annoverare le spese anticipate che devono affrontare i clienti che vogliono accedere al rifinanziamento.
La diminuzione del numero di proprietari immobiliari che accedono al programma è accompagnato, parallelamente, dall'aumento dei ritardi e dei mancati pagamenti delle rate dei mutui. Gli istituti di credito inoltre - ancora memori dello scandalo-subprime - si dimostrano riluttanti a concedere nuovi prestiti. Le richieste di mutui immobiliari, a metà agosto, hanno infatti raggiunto la loro quota più bassa degli ultimi 13 mesi. E ciò nonostante i tassi d'interesse fissati al livello minimo degli ultimi cinquant'anni, che di per sé renderebbero molto vantaggioso l'accesso al prestito. C'è da dire anche che i prezzi delle case continuano a calare, facendo sì che molti preferiscano attendere una loro ulteriore discesa prima di investire nel mattone. Scatenando un processo a spirale che, di fatto, rallenta ancora di più la ripresa dell'immobiliare, che è sempre stato uno dei motori del sistema economico statunitense. ( Fonte: www.valori.it)