GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: SETTIMANA IN CHIAROSCURO. COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 28/ 01/ 2011
Il nostro Ftse Mib è tornato ad essere l'indice, fra i quattordici maggiori al mondo, che sta facendo registrare la miglior performance (+9,18%) in questo inizio di 2011, nonostante l'ultimo bilancio settimanale sia risultato frazionalmente negativo.
Non sembrerebbe quindi ci sia nulla di cui preoccuparsi, la nostra Borsa sta recuperando il gap accumulato nel 2010 rispetto alle altre Piazze europee, ma il mini trend rialzista, iniziata il giorno 11 gennaio sembra già avere il fiato corto.
Qualche dato macro non del tutto soddisfacente e soprattutto trimestrali meno brillanti delle previsioni hanno mutato, anche se non definitivamente, il sentiment positivo che aveva caratterizzato questo primo mese dell'anno.
Ovviamente potrebbe anche trattarsi di una fase momentanea, un rifiatamento fisiologico, come si usa dire, ma la prudenza ci deve far essere ancor più selettivi nel portafoglio.
La situazione internazionale poi, basta vedere gli sconvolgimenti che stanno interessando il nord Africa, sembra in ebollizione, l'impennata del prezzo del petrolio non è foriera di sviluppi positivi, ed anche il deciso storno che sta interessando la borsa indiana può essere interpretato come un campanello di allarme.
Il nostro indice principale non ha avuto forti scossoni, soltanto uno, tra i quaranta titoli che lo compongono, ha avuto una variazione, nell'ottava, superiore ai 5 punti percentuali.
FTSE MIB a 22.025,11 punti (-0,31%).
Sono stati 17 i titoli a far segnare un rialzo nel bilancio settimanale, rispetto ai 23 ribassi.
PARMALAT (+6,57%) le voci di una prossima uscita dalla scena dell'AD Bondi ha riacceso un interesse speculativo sul titolo. Si starebbero coalizzando gruppi di azionisti in tal senso, voi sapete perfettamente che personalmente nutro profonda stima per l'attuale Amm.Delegato, senza di lui oggi non staremmo parlando di una azienda sana e competitiva. Non ho cambiato opinione, la particolare composizione azionaria di Parmalat, però, potrebbe farne una preda ideale per i colossi del settore, e qualcuno potrebbe farsi ingolosire da qualche proposta in tal senso. Non andiamo in là con l'analisi, noi abbiamo il titolo in portafoglio perchè convinti che contenga valore, se i guadagni dovessero anche arrivare per fattori speculativi, però, non li rifiuteremmo.
BULGARI (+4,12%) torna a salire dopo un periodo, di circa un mese, in cui il titolo aveva un po' sofferto. Merito di un rinnovato interesse per il settore del lusso, i report delle grandi banche sono risultati anche contraddittori, si va infatti dal “Sell” di Societe Generale con tp 5,70 euro all'”Outperform” di Mediobanca con tp 8,54 euro.
MEDIASET (+3,97%) le vicende politiche/giudiziarie del nostro Premier avevano un po' frenato il titolo nelle scorse settimane, ora siamo tornati su quotazioni più corrette per il titolo, anche se le chiusure lontano dai massimi di giornata che si sono ripetute recentemente non sono un segnale positivo.
DIASORIN (+3,11%) un paio di sedute decisamente toniche, intorno a metà settimana, hanno riportato il titolo di nuovo in area 35 euro. Le quotazioni sono un po' “tirate”, ma indubbiamente ci sono anche motivi di ottimismo.
AUTOGRILL (+2,52%) altro titolo che deteniamo in portafoglio e che è tornato a salire dopo uno storno abbastanza brusco. Le quotazioni potrebbero essere senza dubbio anche considerate adeguate, ma a nostro avviso ci sono ancora margini di crescita.
STMICROELECTRONICS (+2,49%) superata quota 9 euro aveva avuto un ritracciamento, ma è immediatamente rimbalzato con un paio di sedute davvero scoppiettanti (+4,35% mercoledì e +4,76% giovedì). Il segnale che è arrivato al mercato è “forte e chiaro” il titolo ha intenzione di tornare a crescere.
Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Lottomatica (+1,91%), Ansaldo (+1,76%), Banco Popolare (+1,28%), Impregilo (+1,02%), Generali (+0,83%), Atlantia (+0,66%), Tenaris (+0,65%), Luxottica (+0,50%), Campari (+0,16%), Banca Intesa (+0,10%) e Popolare Milano (+0,08%).
Passiamo ora ai maggiori ribassi.
FIAT ORD. (-4,32%) torna verso quota 7 euro. D'altronde non ci si poteva attendere che i rialzi sarebbero durati all'infinito. Marchionne ha confermato tutti i target precedentemente espressi, ma dopo i conti il mercato ha preferito rivolgersi altrove.
BANCA MPS (-3,20%) la peggiore del comparto, stanno tornando gli spettri di nuove ricapitalizzazioni e, quando si agitano acque del genere, la Banca senese ne fa sempre le spese, è senza dubbio la più debole da questo punto di vista. Peccato perchè stava tornando verso quota 1 euro ed ora invece deve ricominciare da 0,922 euro.
PIRELLI (-3,03%) continua la discesa del titolo della Bicocca, le quotazioni sono tornare ai valori di inizio settembre scorso. Non siamo mai stati fautori dell'azienda guidata da Marco Tronchetti Provera e continuiamo a non esserlo.
ENEL GREEN POWER (-2,58%) un severissimo giudizio arrivato da Citigroup (“Sell” e tp a 1,5 euro) ha penalizzato il titolo. Diciamo subito che noi non siamo d'accordo, a nostro avviso il titolo contiene valore che può ancora essere espresso. Il collocamento dell'Ipo (1,60 euro) è stato “onesto” e non decisamente gonfiato come avveniva qualche anno addietro.
BUZZI UNICEM (-2,35%) una brutta ultima seduta ha condizionato il risultato, ma era comunque inevitabile che, dopo l'impennata cominciata il 12 gennaio, un momento di riflessione doveva arrivare. Ora occorre difendere in tutti i modi quota 9 euro e attendere tempi migliori per poter risalire.
MEDIOLANUM (-2,17%) rimane, nonostante la performance settimanale, il titolo che sta facendo registrare il maggior rialzo in questo 2011 (+20,45%). Potrebbe anche aumentare la volatilità, già normalmente superiore alla media, proprio per questo motivo. Senza dubbio potrebbe andare incontro ad un periodo di consolidamento.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: A2A (-1,99%), Saipem (-1,85%), Fondiaria (-1,59%), Fiat Industrial (-1,58%), Eni (-1,53%), Terna (-1,32%), Telecom (-0,66%), Exor (-0,65%), Tod's (-0,63%), Unicredit (-0,54%), Finmeccanica (-0,46%), Snam Rete Gas (-0,46%), Ubi banca (-0,33%), Mediobanca (-0,07%), Prysmian (-0,07%), Azimut (-0,06%) ed Enel (-0,06%).
Per la prossima settimana attendiamo con particolare interesse i dati macro statunitensi, in particolare quelli relativi al settore occupazionale, ultimamente alcuni valori decisamente discordanti hanno creato confusione, cosa che i mercati non amano.Ovviamente un occhio di riguardo anche a quanto accade sulle sponde meridionali del mediterraneo, la situazione, per usare un eufemismo, è “calda”, sarà bene che non diventi esplosiva.
Infine auguriamoci che la moneta unica la smetta di apprezzarsi, non ne vediamo le ragioni (se non speculative), gli ultimi dati sui Pil dei Paesi del vecchio Continente sono tutt'altro che incoraggianti.
Giancarlo Marcotti
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