Germania: no alle sanzioni contro l’iraniana Eih
Nonostante le persistenti pressioni internazionali in senso contrario, la Germania non congelerà le attività della banca iraniana European-Iranian Trade Bank AG, conosciuta come Eih. L’istituto, di base ad Amburgo, è finito da tempo nel mirino di Francia e Stati Uniti per le sue operazioni di finanziamento ad alcune compagnie della Repubblica islamica che si trovano sulla lista nera di Washington e dell’Ue. Lo rende noto il Wall Street Journal.
A febbraio, undici senatori americani avevano inviato una lettera al ministro degli esteri di Berlino Guido Westerwelle, chiedendo un’azione immediata. Westerwelle ha risposto sottolineando come la banca rispetti in pieno la regolamentazione tedesca e rimarcando l’assenza di prove in merito a presunte attività illegali (a cominciare dal finanziamento al riarmo iraniano). L’Unione europea starebbe osservando da tempo le operazioni di Eih con l’idea di colpirla attraverso le sanzioni. Ma l’ipotesi non piace alla Germania che, sostengono alcune fonti anonime informate in merito alle trattative in corso con l’Ue, avrebbe interesse a preservare l’integrità della banca per proteggere quell’insieme di medie imprese tedesche che utilizzano proprio Eih per fare affari, legalmente, con Teheran. Un obiettivo condiviso anche dalle grandi multinazionali di Germania come Siemens AG e ThyssenKrupp. Con un controvalore dell’export pari a 3,8 miliardi di euro registrati l’anno scorso, Berlino è il terzo partner commerciale dell’Iran dopo gli Emirati Arabi e la Cina.
( Fonte: www.valori.it)