GB, la nuova authority nasce fra le polemiche
Al di là della Manica, la pesante eredità della crisi finanziaria è ancora difficile da smaltire. In termini di recessione, ma anche di sfiducia nei confronti delle banche e delle autorità di controllo. Ne è una prova il fatto che il Financial Policy Committee, prima ancora di riunirsi per la prima volta, si trovi sommerso dalle polemiche.
Si tratta di uno dei tre enti che, alla fine del prossimo anno, sostituiranno la Financial Services Authority. La sua prima riunione avrà luogo questa settimana, in ritardo di circa sei mesi rispetto a quanto era stato inizialmente previsto. Ma ci sarà una sedia vuota: Sir Richard Lambert – ex direttore generale della Confederazione dell'industria britannica – ha già lasciato il proprio incarico di membro esterno. Come se non bastasse, Alistair Clark, che lo doveva affiancare, è stato non troppo velatamente criticato dal Treasury Select Committee, che indaga sulle cause della crisi finanziaria. Pur ammettendo che sia dotato di «una grande conoscenza della disciplina del settore», la Commissione ha messo in dubbio il fatto che Clark abbia le caratteristiche necessarie per ricoprire tale ruolo. E ha proposto la nomina di un quinto membro esterno per garantire una rappresentanza più ampia ai diversi punti di vista.
Non mancano le contestazioni radicali alla configurazione del Financial Policy Committee, che dovrebbe essere composto, oltre che dagli esterni, da altri 7 membri provenienti da Bank of England e Financial Services Authority e da due senza diritto di voto. Si discutono ad esempio la sua eccessiva dipendenza dalla banca centrale, e la possibilità di “sovrapposizioni” con le competenze di altri enti. Il ministro ombra del Tesoro, Chris Leslie, alza la posta: «Quando si arriverà a un momento critico, cosa farà l'authority? Quali poteri avrà? A partire da questo interrogativo nascono le domande su quali siano le persone adeguate a farne parte». A questi dubbi, tuttavia, si potrà dare risposta soltanto quando l'esecutivo di David Cameron avrà messo nero su bianco la nuova legislazione in materia di finanza che - si auspica - andrà a sostituire quella “linea morbida" che ha portato, con la crisi, a conseguenze così pesanti. ( Fonte: www.valori.it)