Cina, rallenta il flusso dei prestiti
Il flusso dei crediti in Cina sembra aver invertito la rotta. Dopo anni di crescita “esagerata”, la quantità di denaro che le banche hanno erogato nel mese di maggio a cittadini ed imprese è stata inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 551,6 miliardi di yuan (85 miliardi di dollari) contro i 639 del 2010. Si tratta di un dato inferiore anche alle aspettative degli analisti: un gruppo di esperti interrogato dall’agenzia Bloomberg aveva indicato in 650 miliardi la quota complessiva dei prestiti. Di conseguenza, anche la massa monetaria calcolata secondo l’indicatore M2 è cresciuta al ritmo più lento dal 2008, ovvero del 15,1%, secondo i dati riferiti questa mattina dalla Banca del Popolo cinese sul proprio sito internet.
Per il governo di Pechino, così come per la stessa banca centrale, si tratta di una buona notizia, dal momento che entrambi sono da tempo impegnati nel tentativo di limitare i capitali presenti nel mercato interno, al fine di scongiurare il rischio di un “surriscaldamento” dell’economia. E anche nel tentativo di combattere l’inflazione, che secondo le prime indicazioni (ancora ufficiose) potrebbe aver raggiunto il 5,5% a maggio (contro un target massimo indicato dall’esecutivo pari al 4%.
Dall’inizio dell’anno, il flusso dei crediti è stato pari in totale a 3,55 miliardi di yuan, ovvero il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2010, ed il 40% in meno rispetto al 2009. La domanda che ora ci si pone è: si tratta di un sano rallentamento o della preparazione a quella che l’economista americano Nouriel Roubini ha definito proprio ieri la prossima «tempesta perfetta»? ( Fonte: www.valori.it)