GB, i Lib-Dem premono per dividere banche d’investimento e retail
In Gran Bretagna il nuovo assetto normativo per il settore bancario resta al centro di una battaglia politica che si fa sempre più serrata. Alcuni esponenti del partito liberal democratico, in una lettera al settimanale The Observer, sono stati chiari: l'approccio adottato finora dal cancelliere dello scacchiere George Osborne potrebbe non essere sufficiente per far sì che il sistema finanziario sia davvero solido e immune a un ripetersi della crisi.
I Lib-Dem si uniscono così a un elenco di oltre cinquanta esponenti del mondo politico, accademico ed economico che chiedono al governo di imporre la completa separazione del settore bancario fra retail e investment banking.
Una manovra che sarebbe necessaria per “isolare” le attività più a rischio, evitando che mettano a repentaglio i depositi dei risparmiatori.
Finora tale riforma è stata ventilata a più riprese: l'ultima occasione in ordine di tempo è stata il discorso annuale alla Mansion House dello scorso 15 giugno, in cui Osborne aveva espresso l'intenzione di agire in tal senso. Ma bisogna aspettare la pubblicazione del rapporto conclusivo della commissione Vickers; e finora quest'ultima non ha preso una posizione netta. Al momento si è fermi al sistema dei “chinese walls”, che – si legge nella lettera – permette alle banche di spostare capitali fra un comparto e l'altro.
A questo punto, la questione si fa politica.
Dalla lettera - notano gli organi di stampa britannici - si potrebbe ipotizzare che i liberal democratici possano trovare un'intesa coi laburisti, facendo vacillare la coalizione di governo, che attualmente li vede alleati con la maggioranza conservatrice che fa capo al premier David Cameron.
( Fonte: www.valori.it)