GB, crisi bancaria: il mea culpa della FSA

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/fsa-fined-mortgage.jpgLa Financial Service Authority, organismo che vigila sul sistema finanziario inglese, ha recitato ieri un mea culpa. Secondo l’istituto la sua stessa supervisione su Royal Bank of Scotland e su altri istituti di credito del Regno Unito è stata «inadeguata». E ciò ha contribuito ad inasprire le conseguenze della crisi.

 

A spiegarlo è stato lo stesso presidente della FSA, Adair Turner, che nei documenti preparatori per il meeting annuale spiega che la principale deficienza nei controlli effettuati prima del 2008 è stata quella legata «all’approccio regolatorio che ha consentito alle banche di operare con un quantitativo di capitali accantonati troppo basso». Ma gravi problemi sono scaturiti anche dal fatto che i gruppi finanziari hanno potuto puntare in modo massiccio «sui business di breve termine». «Abbiamo utilizzato risorse inadeguate - ha aggiunto il responsabile dell’organismo di controllo - soprattutto per quanto riguarda le banche di importanza sistemica, e non abbiamo focalizzato sufficientemente la nostra attenzione non solo sulla liquidità, ma anche sulla qualità degli asset e sui rischi legati al trading».

 

La FSA, insomma, ha sottovalutato i comportamenti “spericolati” della finanza britannica: per tale ragione non può che essere considerata, di fatto, corresponsabile dei salvataggi d’emergenza effettuati negli anni scorsi, compresi quelli - clamorosi - della stessa RBS e di Lloyds Banking Group. Basti ricordare che la prima, nel 2008, registrò perdite per 28 miliardi di sterline (45 miliardi di dollari). ( Fonte: www.valori.it)

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