GB, crolla il credito alle imprese
Il progetto Merlin, frutto di mesi di negoziati fra l'esecutivo di David Cameron e i rappresentanti delle quattro principali banche britanniche (Barclays, Lloyds, RBS e HSBC), lo metteva in chiaro: per la ripresa economica è necessario riaprire i rubinetti del credito soprattutto nei confronti delle imprese. Ma, a quanto pare, non è bastato. Oggi la British Banker Association ha reso noto il volume di prestiti concessi alle imprese nel mese di maggio: e si tratta di un calo di 2,5 miliardi di sterline, molto superiore al calo di 300 milioni segnalato ad aprile.
La Confederation of British Industry, inoltre, rende noto che a giugno le vendite al dettaglio sono crollate al loro livello più basso dell'ultimo anno. Prendendo in considerazione il rapporto fra i commercianti che hanno segnalato un aumento delle vendite e quelli che hanno registrato un calo, a giugno si raggiunge un quoziente indicato in “-2”, dopo il “+18” di maggio; e si tratta del dato più basso dell'ultimo anno. In sintesi, la strada per la ripresa dell'economia inglese è ancora in salita. Judith McKenna, della CBI, ha dichiarato: «Dopo un anno di crescita, a giugno le spese ordinarie sono crollate. I consumatori fanno davvero fatica a sbarcare il lunario, dal momento che il reddito disponibile continua a essere intaccato dalla crescita dei prezzi e dal fatto che gli stipendi aumentano in misura minima».
Il ministro del Commercio Vince Cable, solo pochi giorni fa, non aveva usato mezzi termini nei confronti dei colossi bancari: non è possibile penalizzarli singolarmente, ma ciò non esclude, aveva dichiarato, «di intervenire in modo più deciso sulla tassazione dei profitti, dei bonus o dei bilanci». I sindacati sono sul piede di guerra e lo accusano di non fare altro che proclami astratti. E la British Banker Association si difende: il crollo del credito, a detta sua, è dovuto alla domanda debole da parte delle imprese, ancora riluttanti a investire a causa del perdurare della recessione. ( Fonte: www.valori.it)