Francia, dalla Corte dei Conti allarme sui costi del nucleare

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201103/centrale_nucleare.jpgCosti «incerti» e investimenti «da raddoppiare» per mantenere l’attuale livello di produzione. La fotografia che la Corte dei Conti francese ha scattato sui costi del nucleare è da brividi. In un corposo rapporto pubblicato questa mattina, i magistrati contabili francesi sottolineano come il costo per la costruzione, per ciascun Megawattora installato, sia aumentato costantemente negli ultimi anni.
Per rispondere a norme di sicurezza sempre più stringenti, si è passati infatti (a costi attualizzati) dagli 1,07 milioni di euro per MWh della centrale di Fassenheim nel 1978 agli 1,37 milioni dell’impianto di Civaux, in servizio dal 2000. Per non parlare dei reattori di “terza generazione”: l’EPR di Flamville costerà 6 miliardi, ovvero 3,7 milioni per MWh. E questo sulla carta, perché, avverte la Corte dei Conti, «è assolutamente troppo presto per fornire un calcolo completo del costo di produzione di un impianto EPR».
Sono noti, e carissimi, invece i costi della manutenzione dei 58 reattori di Edf (società pubblica, leader in Francia nella fornitura di energia elettrica). L’azienda dovrà sborsare 55 miliardi di euro tra il 2011 e il 2025. Ossia 3,7 miliardi all’anno, contro gli 1,5 miliardi pagati nel trienno 2008-2010.
A far lievitare i costi sono gli adeguamenti post-Fukushima, ma anche l’età media degli impianti francesi: prolungare l’attività di un reattore oltre i 40 anni costa infatti estremamente caro. Ancora, vanno considerati i costi per la gestione delle scorie (stimati in 28,4 miliardi alla fine del 2010 e che potrebbero schizzare a 36 miliardi). Risultato, la Corte prevede un «rincaro nell’ordine del 10%» del costo di ciascun MWh. Che sarà pagato dai cittadini, nella bolletta. ( Fonte: www.valori.it)
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