FIAT: IN ANTEPRIMA VI SVELIAMO IL PROGETTO DI MARCHIONNE PER MIRAFIORI
Sergio Marchionne vuole mettere da parte le polemiche degli ultimi mesi e ripartire "da un foglio bianco". L'obiettivo è "trasformare Mirafiori in grande stabilimento, ridargli il ruolo che merita" e, per raggiungerlo, chiede "correttezza e serietà", ma anche che "la politica resti fuori dalla porta e gli estremismi lontani dalla fabbrica".
Si presenta, a sorpresa, all'atteso appuntamento all'Unione Industriale di Torino, dove sono convocate tutte le sigle sindacali: Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Associazione Capi e Quadri Fiat. È la prima volta che partecipa a un incontro "tecnico" a livello territoriale e la sua presenza ha un significato preciso, quello di sottolineare che "l'attenzione e l'impegno" per Mirafiori sono gli stessi di sei anni fa, quando è arrivato a Torino e ha trovato "un impianto senza futuro".
Sul piatto Marchionne mette un piano ambizioso con un miliardo di euro da investire insieme con Chrysler e una società comune, una newco, per fabbricare 250-280.000 vetture Jeep e Alfa Romeo all'anno, da vendere metà fuori dall'Europa, in particolare in America. Garantisce l'occupazione, ma chiede di poter governare la fabbrica attraverso un modello di organizzazione del lavoro che ricalca in gran parte quello di Pomigliano. E vuole anche che siano i lavoratori a dire se tutto questo va bene, "magari tramite un referendum". L'amministratore delegato della Fiat torna su quella frase pronunciata davanti al presidente degli Usa Barak Obama ("in America si fa, in Italia si parla") e dice che è questo il caso giusto per smentirla perché "a Torino e a Mirafiori la cultura del fare è qualcosa di solido e radicato". La trattativa sul piano inizia lunedì pomeriggio a Torino.
Intanto plaudono i sindacati, il governo, le istituzioni locali e il mondo politico, ma la strada non è semplice e lo schema già visto, con Cgil e Fiom fuori dal coro, sembra riproporsi. La Fiom respinge con il responsabile Auto, Giorgio Airaudo, l'ipotesi di "una Pomigliano ritinteggiata" e afferma di volere "mettere alla prova Marchionne e vedere se questa volta ci sono cose negoziabili". Il segretario generale Maurizio Landini dice "sì a un vero negoziato, ma con il coinvolgimento dei lavoratori per giungere a un accordo che rilanci la produzione senza peggiorare le condizioni di lavoro e rispettoso del contratto nazionale e dei principi costituzionali". Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale Fiom, parla di "circo mediatico che Marchionne mette in campo per coprire le sue scelte reali". Non è convinta neppure la leader della Cgil, Susanna Camusso, che vede "il dato positivo dei modelli", ma "una risposta insufficiente sulle prospettive del gruppo e sul progetto Fabbrica Italia".
Completamente diverso il tono degli altri commenti. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di "un'occasione straordinaria da cogliere", mentre il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, auspica che tutti condividano l'obiettivo di "mettere in sicurezza Mirafiori". L'Ugl chiede che parta anche il confronto sugli altri stabilimenti.
Soddisfatto il governo. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, giudica il progetto per Mirafiori "molto apprezzabile" e prevede "un accordo in tempi brevi"; il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani parla di "un segnale positivo che apre la strada a un confronto concreto e costruttivo per la realizzazione di Fabbrica Italia". Giudizi positivi dal Pd, il cui leader, Pierluigi Bersani, vuole che "il governo chieda garanzie alla Fiat sugli investimenti nel settore auto".
Anche a Torino e in Piemonte il piano di Marchionne raccoglie commenti positivi sia nel mondo politico sia in quello imprenditoriale. Il governatore Roberto Cota osserva che "quando qualcuno vuole investire e produrre va sostenuto ed è necessario che tutti remino nella stessa direzione", mentre il sindaco Sergio Chiamparino auspica che "tutti i soggetti coinvolti sappiano cogliere questa opportunità per scrivere una pagina innovativa nel sistema delle relazioni industriali". ( Fonte: www.americaoggi.info)