Evasione, la Svizzera accetterà modifiche per evitare la black-list
La Svizzera ha annunciato ieri che modificherà le condizioni richieste alla comunità internazionale in materia di scambio di informazioni bancarie, per quanto riguarda le persone sospettate di aver evaso il fisco dei propri Paesi. Le “regole” imposte dal governo di Berna sono state infatti giudicate da molti partner internazionali troppo rigide, e per questo il governo elvetico accetterà di ammorbidirle.
Si tratta, di fatto, di un nuovo passo in avanti verso la cancellazione dello “storico” segreto bancario che da anni caratterizza la nazione alpina, confermato ai media dal ministro delle Finanze Eveline Widmer-Schlumpf. In particolare, l’esecutivo di Berna accetterà di rendere meno difficoltoso il riconoscimento dell’identità dei correntisti delle banche, dei loro indirizzi e delle coordinate necessarie per rintracciare i capitali. Una richiesta giunta direttamente dal Forum mondiale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali, che riunisce i membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico e del G20. E che è giunta in Svizzera in termini perentori: qualora la Confederazione non dovesse conformarsi alle necessità manifestate dal consesso internazionale, infatti, il rischio è quello di finire nuovamente nella lista nera dell’Ocse: l’elenco degli Stati considerati “non cooperativi”.
Già nel marzo del 2009, ancora una volta dietro richieste internazionali, la Svizzera aveva accettato di modificare, in parte, le regole interne che garantiscono il segreto bancario. In seguito, ha siglato numerosi accordi bilaterali con Paesi come Stati Uniti, Francia e Germania, che hanno consentito il recupero di enormi quantitativi di capitali frutto di evasione fiscale. Ciò a cui si punta, però, è uno scambio “automatico” di dati bancari: possibilità che ancora è osteggiata fortemente da Berna. ( Fonte: www.valori.it)