Depositi in picchiata. Le banche greche sono un colabrodo

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/greek-bank.jpgNon c’è pace per la Grecia, nemmeno dopo l’accordo di salvataggio del luglio scorso che ha sancito il default selettivo dei titoli di Stato ma anche l’impegno europeo a non abbandonare la più disastrata economia del Vecchio Continente.

 

Chiamata a fare i conti con una persistente recessione (si stima che l’economia del Paese si contrarrà su base annuale del 5% entro la fine del 2011 contro una previsione iniziale del 3,8%), la nazione ellenica si trova ora ad affrontare un nuovo, gravissimo, problema: la fuga dei capitali dal settore bancario. Negli ultimi 20 mesi, ha rivelato oggi il Wall Street Journal, la combinazione recessione/timori di default ha indotto un crescente numero di greci a ritirare i propri depositi. In altre parole, se da un lato i correntisti temono per il futuro dei propri risparmi (le banche greche sono in Europa di gran lunga le più esposte ai titoli di Stato di Atene), dall’altro lato la persistente recessione ha costretto molti consumatori a fare ricorso alle proprie riserve bancarie per finanziare la propria spesa primaria. Solo che, così facendo, gli stessi clienti delle banche finiscono per indebolire ulteriormente il settore, riducendo il credito disponibile per le imprese e deprimendo ulteriormente l’economia reale. Insomma, l’ennesimo circolo vizioso caratterizzato dall’equazione “austerity=recessione” che tormenta il Paese dallo scoppio della crisi ad oggi.

 

Dopo l’adesione all’euro nel 2001, le banche greche erano state letteralmente inondate di nuovi depositi raggiungendo un picco di 238 miliardi totali nel settembre 2009. Nel gennaio 2011, con l’inversione di tendenza ormai più che conclamata, la cifra era scesa a quota 206. Nel giugno di quest’anno, data dell’ultima rilevazione disponibile da parte della banca centrale ateniese, il livello era sceso ulteriormente a 188 miliardi.

 

Nelle ultime settimane, sottolineano gli analisti, il fenomeno è andato stabilizzandosi. Ma un peggioramento della situazione economica generale potrebbe costituire una nuova spinta alla fuga dei capitali. Un esodo, quest’ultimo, che spesso finisce con il trasferimento del denaro non tanto nel mercato locale (alimentando quindi una ripresa o per lo meno un sostegno dei consumi) quanto piuttosto all’estero dove la tassazione è spesso più clemente. Il fenomeno, in altre parole, starebbe favorendo implicitamente l’evasione fiscale, un problema cronico per il sistema Paese ellenico. ( Fonte: www.valori.it)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post