Uk, calano anche i consumi di beni alimentari. La peggiore recessione degli ultimi 40 anni
«Ho lavorato durante diverse fasi di recessione: ma questa è di gran lunga la peggiore». È lapidario, nelle sue dichiarazioni al Telegraph, Peter Marks, direttore di Co-Op, quinta catena di supermercati britannica per dimensioni.
Per la prima volta, spiega, «le persone spendono meno denaro in generi alimentari»: vale a dire per consumi che finora erano considerati “a prova di crisi”. Il che significa che, da parte loro, gli operatori della distribuzione si trovano a tagliare radicalmente i costi. Di norma, circa un quarto dei prodotti sono in promozione: attualmente tale percentuale è salita fino al 40%. E, spiega Marks, «non si tratta più di “prendi due, paghi uno”, ma di “prendi tre, paghi uno”». Questi, conclude, sono «i sei mesi più difficili che ho passato in quarant'anni di attività». Che seguono la scia di una recessione iniziata nel 2008 e che non vede ancora la fine. Per Co-Op nel primo semestre di quest'anno i profitti lordi sono scesi a 230,8 milioni di sterline: le vendite si sono attestate a 6,89 miliardi di sterline, mentre nello stesso semestre del 2010 erano pari a 2,95 miliardi. Le vendite di cibo ammontano a una cifra inferiore del 4,6% rispetto all'anno scorso.
Oltre agli alimentari, la crisi colpisce anche altri prodotti di uso primario. È in difficoltà Topps Tiles, catena di circa duecento negozi di piastrelle e mattonelle da muro e pavimento. I suoi introiti sono sprofondati del 10,4% nelle prime sette settimane del quarto trimestre. Motivo per cui l'azienda (che attualmente dà lavoro a 1.600 persone) potrebbe essere costretta a operare alcuni licenziamenti. Nel frattempo, calano le quotazioni azionarie di Clinton Cards, JJB Sports, Marks & Spencer e Kingfisher. ( Fonte: www.valori.it)