Davos. I Grandi al capezzale del capitalismo
«Il capitalismo, nella sua forma attuale, non è più adeguato al mondo intorno a noi. Abbiamo fallito nell'imparare la lezione dalla crisi finanziaria del 2009», osserva il fondatore e presidente esecutivo del Wef Klaus Schwab, sottolineando che «c'è urgentemente bisogno di una trasformazione globale che deve iniziare dal riassumere un senso di resposabilità sociale». Nell'esclusiva località sciistica tra le alpi svizzere si riuniranno per cinque giorni oltre 2.600 partecipanti, di cui 1.600 leader economici e 40 capi di stato e di governo, ma anche imprenditori, rappresentanti della società civile, del mondo accademico, artisti e giornalisti. Tra i personaggi di spicco che arriveranno quest'anno a Davos ci sono il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick. Per l'Italia saranno presenti tra gli altri il ministro dello sviluppo Corrado Passera, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il presidente dell'Eni Giuseppe Recchi. È atteso anche il presidente della Bce Mario Draghi che interverrà ad una sessione sulle prospettive per l'economia europea.
Al centro delle riflessioni dei leader ci sarà anche la crisi economica mondiale, che ha portato nei giorni scorsi l'agenzia di rating Standard & Poor's a declassare i rating di nove paesi dell'Eurozona, tra cui Francia e Italia. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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