DAVOS: I BANCHIERI SORRIDONO AL MONDO POLITICO
Mentre cala il sipario sul World Economic Forum di Davos, si susseguono le dichiarazioni sullo stato dei negoziati. Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, Vikram Pandit di Citigroup e Stanley Fischer, governatore della Banca d'Israele, in un report si sono fatti portavoce di molti loro colleghi. Nel corso dell'incontro a porte chiuse di giovedì scorso, affermano, sarebbe stato raggiunto un terreno comune con legislatori, governatori e regolatori, che avrebbero preso in considerazione le preoccupazioni degli operatori del settore. In sostanza, dunque, dalle banche trapela ottimismo circa le future relazioni tra l’industria ed il mondo della politica.
Il Ceo di Barclays, Robert Diamond, si dichiara ad esempio soddisfatto dei «grandi passi avanti» nel dialogo sulle regole e sulla politica monetaria: «C'è maggiore sicurezza tanto nelle banche quanto nel sistema finanziario: apprezziamo il lavoro dei regolatori e delle banche centrali». I banchieri dunque non fanno che ringraziare pubblicamente i governi per essere riusciti a tenere a freno la crisi, ma non si può negare che qualche tensione, effettivamente, ci sia stata. Al “ringraziamento molto sentito” di Diamond, infatti, il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde ha replicato seccamente: «Il modo migliore di ringraziare è riaprire i rubinetti del credito ed iniziare a concedere prestiti, mantenendo i bonus a livelli ragionevoli e incrementando le riserve di capitale».
Per il responsabile economico del governo guidato da François Fillon, dunque, è ora di passare dalle parole ai fatti. D’altra parte, non si tratta certo del primo caso di dissapore fra i due fronti. In settimana Dimon aveva espresso preoccupazione sul fatto che “politiche sbagliate” potessero frenare la ripresa economica. «Non accetto accuse – aveva risposto Sarkozy –. Non c'è economia di mercato senza un livello minimo di valori morali». Dopo l'incontro privato sono stati raggiunti toni più concilianti. «Concordiamo sul fatto che ci sia ancora molto da fare per incrementare la sicurezza nel comparto bancario - dichiara Federico Ghizzoni di Unicredit - ma la situazione sembra nel complesso gestibile». ( Fonte: www.valori.it)