Corea del Sud, stop a Deutsche Bank dal fondo pensione pubblico
Il fondo pensione pubblico della Corea del Sud ha bloccato gli ordini effettuati attraverso Deutsche Bank per sei mesi, in seguito alla decisione di fermare le attività di proprietary trading del colosso bancario tedesco. La vicenda risale allo scorso 23 febbraio, quando le autorità di regolamentazione dei mercati finanziari coreani avevano sospeso le attività dell’istituto di credito, a causa di sospette manipolazioni del mercato. Erano state infatti riscontrate alcune anomalie in riferimento ad una serie di transazioni effettuate in Borsa nell’autunno del 2010: in particolare il 1 novembre l’indice azionario di Seul perse 48 punti a causa di vendite per oltre 2.400 miliardi di won (1,6 miliardi di euro) ordinate da investitori stranieri negli ultimi minuti della seduta. La maggior parte fu veicolata proprio attraverso i canali di Deutsche Bank, e per questo le autorità dello Stato asiatico hanno deciso di intervenire.
Una posizione nei cui confronti il National Pension Service - che costituisce il principale investitore sudcoreano, con asset in gestione per 324 mila miliardi di won (289 miliardi di dollari) - si è di fatto adeguato a partire dallo scorso 3 marzo, secondo quanto riferito all’agenzia Bloomberg da Kim Seok Joo, portavoce del fondo. Formalmente, il blocco è stato ordinato nei confronti di Deutsche Securities Korea Co., ovvero del broker locale di proprietà della banca tedesca.
«In tal modo il fondo pensione sta lanciando un messaggio chiaro, ovvero che chiunque voglia entrare nel mercato della Corea del Sud deve farlo nel rispetto delle regole», ha spiegato Chang In Whan, presidente di KTB Asset Management, secondo il quale la vicenda «ha fatto certamente perdere credibilità» a Deutsche Bank. ( Fonte: www.valori.it)