Cina, riduzione in vista per i prezzi dell’immobiliare

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Le pressioni del governo cinese stanno tenendo a freno le vendite nel comparto immobiliare: i prezzi, dunque, quest'anno dovrebbero finalmente scendere. A lanciare questi segnali positivi è Li Daokui, consulente alla banca centrale della nazione asiatica.

 

Da tempo la finanza di tutto il mondo guarda con timore alla possibilità dello scoppio di una bolla immobiliare in Cina. I dati sono inequivocabili: a dicembre i prezzi delle case sono saliti per il diciannovesimo mese consecutivo e il costo del mattone a Shanghai e Pechino è raddoppiato in meno di 4 anni. A febbraio, perlomeno, quest'incremento medio si è attestato a livelli piuttosto bassi (+0,5%). Un boom dei prezzi sul quale incide pesantemente la speculazione. Mentre le città cinesi sono teatro di una vera e propria emergenza abitativa alla quale si risponderà con un massiccio progetto di social housing (36 milioni saranno le case costruite nei prossimi cinque anni), Pechino è piena di appartamenti appena acquistati che rimangono vuoti. Il governo già da mesi cerca di correre ai ripari: solo a gennaio per legge sono state incrementate le quote di anticipo sugli acquisti delle seconde case, le amministrazioni locali hanno fissato livelli minimi di prezzo e sono state introdotte nuove tasse sugli immobili. Per la prima volta in tre anni la banca centrale ha anche alzato i tassi d'interesse che, fissati ai minimi storici a seguito della crisi finanziaria globale, avevano alimentato la corsa ai mutui.

 

Le autorità assicurano di voler proseguire risolutamente in questa direzione. Il portavoce della banca centrale auspica un calo dei prezzi del comparto real estate compreso fra il 5 e il 10%. Nel giro di un anno e mezzo, così, si potrebbero eliminare le misure restrittive almeno in alcune città dove i prezzi sono inferiori ai livelli registrati a Pechino e Shanghai. ( Fonte: www.valori.it)

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