Con l'Italia in "serie B" limitazioni all'acquisto di Bot e Btp

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://3.bp.blogspot.com/-aCq4rTWrYVU/Tbcn3iGiTkI/AAAAAAAAACg/ILQud3pOl8o/s1600/Icona_Serie_B1.pngBot, Btp e Cct già in portafoglio non verranno toccati ma per le prossime emissioni o rifinanziamenti delle scadenze alcuni fondi pensione, obbligazionari o gestori italiani potrebbero comprare i nostri titoli di stato in una quantità limitata. Questa la conseguenza, a meno che non vengano presi provvedimenti da parte delle autorità competenti o dagli organi degli stessi gestori, del taglio del rating dell'Italia a BBB+, sotto cioè la soglia "A" richiesta da alcuni prospetti informativi o regolamenti interni a scopo prudenziale.
Un fenomeno che almeno per quanto riguarda i Fondi comuni, tuttavia, appare a una prima analisi delle autorità di controllo limitato, con 5 fondi che prevedono limiti ai soli titoli con rating A mentre gli altri possono acquisire Titoli di stato "investment grade", in cui sono compresi quelli italiani. Per questi fondi, si pone il problema delle azioni che le Sgr devono intraprendere a seguito del downgrading: la prima possibilità consiste nello smobilizzo delle posizioni che, tenendo in considerazione l'interesse dei sottoscrittori, potrebbe avvenire comunque in modo graduale. In alternativa, le Sgr possono procedere a modificare il regolamento dei fondi. La modifica può essere effettuata in autonomia dalla Sgr, senza necessità di approvazione da parte della Banca d'Italia.
Nati proprio per tutelare la solidità degli investimenti di fondi pensione, fondi obbligazionari dal profilo "prudente" e gestioni assicurative che guardano a logiche di lungo o lunghissimo termine, i limiti potrebbero però ora avere un effetto controproducente per il nostro Paese. Se infatti gli investitori stranieri hanno ridotto o stanno riducendo l'esposizione verso l'Italia (dopo quelli tedeschi ora è arrivato il turno di quelli giapponesi) il Tesoro ha sempre potuto contare sugli investitori di casa nostra che assorbono più della metà delle emissioni. Ma ora bisogna fare i conti con il rating minimo previsto dalle norme interne, specie dai fondi pensioni, il quale è spesso fissato ai livelli più elevati. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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