Debito pubblico in flessione aumentano le entrate tributarie
Il debito pubblico italiano a novembre è sceso a 1.905,012 miliardi di euro, rispetto ai 1.909,1 di ottobre. È quanto risulta dai dati diffusi ieri dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla Finanza pubblica. Nei primi undici mesi del 2011 le entrate tributarie si sono attestate a quota 330,592 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2010.
Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco vedrà oggi i capi azienda delle grandi banche nazionali e il numero uno dell'Abi mentre ancora brucia il taglio da parte di Standard and Poor's dell'Italia che perde il rango di paese di serie A con inevitabili contraccolpi sul sistema bancario e finanziario del paese.
È da diversi anni un appuntamento tradizionale e consueto ma questa volta cade in un momento denso di rischi per il sistema bancario italiano, stretto fra crisi del debito sovrano e riduzione della reddivitità e dei dividendi a causa di una congiuntura economica che torna a farsi pesante mentre le autorità europee chiedono un livello di patrimonio maggiore.
Intanto in Germania il ministro delle finanze Wolfgang Scahuble convoca i vertici di Commerzbank, alle prese con una mancanza di capitale di oltre 5 miliardi di euro. I piani per colmare il deficit della banca tedesca dovranno essere presentati entro il 20 gennaio e l'istituto sta lavorando per evitare una nuova nazionalizzazione dopo quella parziale già vista nel pieno della crisi di Lehman Brothers.
E in Italia, dopo la mazzata inferta dall'Eba, il quadro è reso complicato dal taglio del rating. Anche il giudizio sulle banche infatti è oramai strettamente legato a quello del paese di appartenenza e sono finiti i tempi in cui singoli istituti di credito potevano vantare un rating maggiore dello Stato. Così i costi di rifinanziamento crescono di pari passo con lo spread. Anzi proprio detenere in portafoglio titoli di stato italiani ha causato nelle nostre banche una necessità di capitale più alto secondo l'esercizio dell'Eba. Una impostazione molto criticata dai nostri intermediari e che anche il presidente della Bce Mario Draghi ha riconosciuto viziata da un "timing" sbagliato e da condizioni poi non verificatesi.
E così a Via Nazionale ci saranno l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni (alle prese in questi giorni con un difficile aumento di capitale) il neo consigliere delegato di Intesa Tommaso Cucchiani e quello di Mps Fabrizio Viola, anche lui appena approdato nella carica.(s.a.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)