Cina, prestiti agli enti locali: i regolatori richiamano le banche
La Commissione cinese per la regolamentazione bancaria (CRBC) ha richiamato all'ordine gli istituti di credito: finora infatti non avrebbero messo da parte capitali sufficienti per coprire le possibili perdite derivanti dai prestiti agli enti locali. Devono inoltre dare un'accelerazione al recupero dei debiti. Lo rivela all'agenzia Bloomberg una fonte a diretta conoscenza della questione, che ha preferito mantenere l'anonimato dal momento che si tratta di informazioni non di pubblico dominio.
Gli istituti del Paese asiatico, dunque, si troverebbero ancora molto indietro rispetto alla tabella di marcia imposta dai regolatori per tutelarsi dalle operazioni a rischio. E in presenza di un volume di prestiti agli enti locali che – stando alla Corte dei Conti locale – ha raggiunto le dimensioni stratosferiche di 1.650 miliardi di dollari, i timori sono diffusi.
Secondo Moody’s, i prestiti “non performanti” potrebbero attestarsi tra l'8 e il 12% del totale; Standard & Poor's alza tale previsione fino al 30%.
In tal caso, il governo cinese potrebbe ritrovarsi nuovamente costretto a mettere a dura prova le proprie finanze per cercare di mantenere la stabilità del sistema. Tanto più che a destare particolare preoccupazione sono le banche di proprietà statale, non quotate in Borsa e dedite soprattutto al finanziamento dei progetti pubblici.
Secondo la fonte di Bloomberg, gli sforzi adottati finora per tenere la situazione sotto controllo hanno sortito i primi risultati. Ma bisogna andare avanti. Quindi le banche devono rivedere le condizioni dei prestiti (spesso concessi sulla base di una documentazione limitata), aumentare le riserve di capitale a titolo di garanzia e perfezionare i calcoli sui propri livelli di capitale, ponderandoli in base al rischio associato ai prestiti.
( Fonte: www.valori.it)