Danimarca, per Standard & Poor's sono a rischio altre 15 banche
Non si placano i timori per la solidità del settore bancario danese. A lanciare l'allarme ieri è stata Standard & Poor's, che ritiene che altre 15 banche siano a rischio.
Ormai da mesi il governo danese cerca di gettare acqua sul fuoco, per evitare polemiche politiche e mantenere la fiducia dei mercati. Ma si susseguono parecchi segnali critici. A partire dalla crisi globale del 2008, sono stati 11 gli istituti di credito a fallire: nove di essi sono stati rilevati dallo Stato, gli altri due da banche più solide.
Hanno destato particolare scalpore la nazionalizzazione di Amagerbanken a febbraio e quella di Fjordbank Mors a giugno. A pesare sono stati i prestiti a rischio – soprattutto per l'immobiliare commerciale e l'agricoltura – che hanno vissuto un boom durato alcuni anni.
Tali vicende avevano portato le principali agenzie di rating a rivedere al ribasso, a più riprese, le valutazioni degli istituti locali. E, secondo un rapporto di Standard & Poor's diffuso ieri, non è da escludere un'altra ondata di fallimenti: a rischio ci sono 15 banche.
L'agenzia ritiene che le eventuali perdite possano raggiungere, nel giro di tre anni, una cifra compresa fra 1,16 e 2,31 miliardi di dollari.
Un costo che il sistema finanziario sarebbe in grado di sostenere, tanto più che a fallire finora sono stati soprattutto istituti di piccole dimensioni. Ma l'agenzia di rating non manca di far notare che «si tratta di un numero (di default) più elevato del solito». E a rischio sono anche i capitali dei clienti più abbienti: a partire da settembre infatti il governo del Paese nordico ha abbandonato la garanzia illimitata sui depositi, imponendo un tetto pari a 100 mila euro.
( Fonte: www.valori.it)