Cina, nuova stretta sui ratio di capitalizzazione bancaria

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

La Banca del Popolo cinese ha annunciato ieri la decisione di innalzare il livello delle riserve minime di capitale per i propri istituti di credito. Si tratta della quarta volta che la banca centrale decide di imporre un giro di vite sulla capitalizzazione bancaria dall’inizio dell’anno (la decima considerando anche il 2010), ed il motivo è sempre lo stesso: le autorità di Pechino puntano a diminuire la quantità di prestiti erogati a cittadini ed imprese. Da un lato per rallentare la corsa dell’economia domestica, dall’altro per tentare di evitare che un eccesso di liquidità possa alimentare le spinte inflazionistiche.

 

A partire dal prossimo 21 aprile il ratio di capitalizzazione minima è stato fissato al 20,5% per le banche più grandi: il ritocco è stato di mezzo punto percentuale. E non è detto che si tratterà dell’ultima decisione di questo tipo assunta dalla banca centrale: sabato scorso il governatore Zhou Xiaochun ha ammesso che la stretta sulla politica monetaria continuerà probabilmente ancora «per qualche tempo». «C’è ancora spazio per arrivare gradualmente al 23%», ha aggiunto Yin Zhentao, segretario ghenerale dell’Accademia cinese delle Scienze sociali, istituto che si occupa anche di ricerca sul sistema finanziario.

 

D’altra parte gli stessi analisti sono convinti che il problema della crescita dei prezzi continuerà ad essere presente in Cina nel prossimo futuro. Nel mese di marzo il tasso di inflazione è stato pari al +5,4%, segnando un deciso passo in avanti rispetto al +4,9% del mese precedente. Il pil è invece cresciuto del 9,7% nel primo trimestre del 2011. ( Fonte: www.valori.it)

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