Cina, le autorità premono per un aumento dei prestiti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201111/banche_cina.jpgLe autorità cinesi avrebbero intenzione di diminuire i limiti all'erogazione di prestiti da parte di tre dei quattro principali colossi bancari del Paese. A rivelarlo a Bloomberg news sono alcuni esponenti delle banche stesse.

Nei primi due mesi di quest'anno, infatti, per la Cina si è segnalato un calo delle esportazioni, della produzione industriale e delle vendite al dettaglio. L'espansione economica ha segnato il suo ritmo più lento degli ultimi dieci trimestri. Molti risparmiatori, inoltre, hanno ritirato il denaro dai propri conti, alla ricerca di ritorni più elevati. Tutti questi fattori hanno ridotto il volume di nuovi prestiti erogati: che si è attestato a 1.450 miliardi di yuan (229 miliardi di dollari), il suo livello più basso degli ultimi quattro anni.

Ma le autorità di Pechino continuano a premere l'acceleratore della crescita. Di conseguenza avrebbero deciso di incrementare il loan-to-deposit ratio (vale a dire la quota dei prestiti che possono essere erogati, in proporzione sul totale dei depositi) di tre delle banche più importanti. Tale target verrebbe aumentato al 63% per Industrial & Commercial Bank of China. L'ha rivelato un esponente dell'istituto, che ha preferito mantenere l'anonimato visto che la questione è ancora riservata e in via di definizione. Non è stato reso noto, tuttavia, quale fosse il ratio dell'anno scorso. E non sono stati diffusi i dati relativi alle altre banche.

Stando ai loro report trimestrali, le quattro più grandi banche cinesi alla fine di settembre detenevano in tutto 39,5 trilioni di yuan di depositi (pari a 6.200 miliardi di dollari). Attenendosi a queste cifre, un aumento di un punto percentuale nel loan-to-deposit ratio permetterebbe loro di erogare 395 miliardi di yuan (62 miliardi di dollari) in più. Secondo la legge cinese, i prestiti non possono superare in nessun caso il 75% dei depositi. Ma l'anno scorso i regolatori hanno imposto standard ancora più restrittivi, visto che il boom del credito, durato per due anni fino al mese di dicembre del 2010, ha innescato un'ondata di insolvenze. ( Fonte: www.valori.it)

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