BORSE: E' ARRIVATA ANCHE LA CONFERMA. 10/ 09/ 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza.over-blog.it

Dopo aver invocato un'inversione di tendenza, ed averla avuta nell'ottava precedente, nell'ultimo Commento pubblicato avevamo auspicato una “conferma” della buona intonazione, ed i mercati finanziari, anche in questo caso, sembrano averci accontentati.
 
Tutti i quattordici maggiori indici borsistici internazionali, infatti, hanno terminato l'ottava facendo segnare un rialzo, limitato per quanto riguardo i principali listini statunitensi, ben più corposo (+3,17%) invece per il Sensex di Bombay che porta il guadagno nell'anno in corso al +7,64%.
La Borsa indiana si conferma così al vertice in questo 2010, dopo esser stata la migliore nel 2009, anno in cui ha messo a segno uno stratosferico +81,03%.
 
Sulle prime pagine dei giornali economici e dei media in generale, troviamo sempre la Cina, ma è l'India, a nostro avviso, il vero fenomeno economico di questi ultimi anni, un tasso di crescita leggermente inferiore a quello cinese, ma uno sviluppo senz'altro più armonioso e con minori distorsioni.
 
Al centro dell'attenzione sui mercati continua ad esserci il tema valutario, il dollaro ha registrato una buona ripresa nei confronti dell'euro, lo avevamo lasciato venerdì scorso su quota 1,29 e lo ritroviamo ora sotto quota 1,27 ed a nostro avviso questo trend rialzista potrebbe estendersi ulteriormente.
Il cross che catalizza l'attenzione di tutti gli operatori è quello che lega la moneta americana con lo yen giapponese che continua a rimanere su valori straordinariamente bassi. Siamo ancora su area 84 cioè sono sufficienti solo 84 yen per un dollaro, e ciò ha del paradossale.
 
Ormai, però, siamo giunti alla stretta finale, martedì prossimo si svolgeranno le elezioni interne al Partito di governo in Giappone e lo scontro è praticamente diventato un referendum sul valore della moneta, lo sfidante al Premier Kan, infatti, si è espressamente dichiarato favorevole ad un intervento diretto della Bank of Japan per il ripristino di un tasso di cambio meno oneroso per l'industria del Paese del Sol Levante, da sempre incentrata sulle esportazioni.
 
Dovesse quindi prevalere Ozawa potremmo probabilmente assistere ad un'impennata della moneta Usa, ma è sempre bene utilizzare il condizionale visto che, quando l'attuale Premier Kan, nel giugno scorso prese le redini del potere dopo le dimissioni di Hatoyama, veniva descritto come un accanito fautore dello yen debole, in quel momento il cambio dollaro/yen era intorno a quota 92 e tutti gli operatori concordavano in un apprezzamento ulteriore della moneta statunitense.
 
Come sia andata è sotto gli occhi di tutti, quindi l'esperienza insegna prudenza, anche se la sensazione è che l'attuale livello di cambio possa rivelarsi un minimo dal quale non si possa far altro che risalire.
Sul nostro indice principale, come al solito, occhi puntati sui bancari, alla fine però le variazioni sono state contenute e nell'ottava nessun titolo ha avuto una performance superiore al 5%.
FTSE MIB a 20.833,19 punti (+0,94%).
 
Soltanto quattro titoli hanno terminato l'ottava con un ribasso contro trentatre rialzi, mentre in tre non hanno subito alcuna variazione.
 
GEOX (+4,91%) quattro rialzi convincenti hanno permesso all'azienda guidata da Mario Moretti Polegato di far segnare la miglior performance settimanale. Il titolo ha quindi proseguito nella migliore maniera il recupero iniziato nella precedente ottava, tornando proprio con l'ultima seduta sopra quota 4 euro, un livello obiettivamente più congruo per la società.
ITALCEMENTI (+3,99%) anche per l'azienda dei Pesenti si è trattato di un recupero da livelli decisamente penalizzati per un titolo che continua a far registrare la peggior performance da inizio anno. Da inizio 2010 infatti l'azienda ha perso un terzo della propria capitalizzazione, attendiamo così che il recupero possa estendersi.
FINMECCANICA (+3,94%) anche per Finmeccanica si tratta di una risalita dall'abisso nel quale era sprofondata. Potrebbe beneficiare di un recupero del dollaro, ma soprattutto deve auspicarsi che i governi nazionali non stringano troppo i cordoni della borsa e tornino ad investire.
CAMPARI (+3,85%) tutta un'altra musica per la società della famiglia Garavoglia che, ricordiamo, detiene il 51% del capitale tramite la Alicros Spa. Nell'ultima seduta il titolo ha chiuso le contrattazione al valore più alto di sempre: 4,32 euro. Un record meritato e dovuto a bilanci sempre ottimi ed una solidità finanziaria che ha alimentato voci di nuove importanti acquisizioni. Gran merito deve essere riconosciuto al giovane quarantatreenne Ceo Bob Kunze-Concewitz, austriaco di nazionalità, ma nato però ad Istanbul, che la Campari strappò cinque anni fa alla Procter & Gamble. Quando i meriti ci sono vanno riconosciuti, questa è una grande storia italiana conosciuta in tutto il mondo, essendo il marchio presente in ben 190 Paesi diversi.
PRYSMIAN (+3,70%) torna nuovamente sopra i 13 euro che, a nostro avviso, sono un livello consono per il titolo.
ANSALDO (+3,60%) il titolo si è decisamente ripreso dopo la mazzata susseguente alla pubblicazione della trimestrale, ma ora sembra abbia difficoltà sulla fatidica soglia dei 10 euro. Aiutata dal nuovo “New Deal” di Obama potrebbe certamente continuare questo trend positivo.
PARMALAT (+3,60%) temavamo potesse essere un po' accantonata dagli investitori, ed invece il titolo continua a guadagnare. Nell'ultima seduta, però, dopo aver superato in intraday la soglia psicologica dei 2 euro il titolo ha repentinamente ritracciato terminando in ribasso a quota 1,986 euro, occorre quindi prestare la massima attenzione.
LOTTOMATICA (+3,33%) continua a macinare guadagni ed è tornata su quei livelli (11,5 euro) che qualche mese fa erano risultati fatali. Noi manteniamo la fiducia per un proseguimento della fase positiva.
PIRELLI (+3,11%) si rivedono al rialzo le stime per il 2010 ed il titolo oltre a ritrovare il massimo in chiusura degli ultimi 27 mesi, si conferma il migliore del nostro indice principale nella classifica del 2010, con una performance di +25,53%.
LUXOTTICA (+3,02%) molti prevedono a breve un ritorno del titolo oltre quota 20 euro, che rappresenta pur sempre un livello di eccellenza. Noi restiamo più prudenti anche se riconosciamo che le potenzialità ci sono tutte.
AUTOGRILL (+2,37%) avevamo molta fiducia, espressa in più occasioni, sulla ripresa del titolo dopo una fase difficile iniziata intorno a metà luglio, purtroppo però non abbiamo colto il momento decisivo dell'inversione di tendenza. L'obiettivo ora è il ritorno sopra quota 10 euro.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Impregilo (+2,32%), Mediolanum (+1,94%), Popolare di Milano (+1,83%), Enel (+1,80%), Intesa San Paolo (+1,78%), Exor (+1,58%), Atlantia (+1,44%), A2A (+1,41%), Fiat (+1,35%), Cir (+1,33%), Tenaris (+1,28%), Snam Rete Gas (+0,95%), Generali (+0,74%), Unipol (+0,73%), Mediobanca (+0,69%), Unicredit (+0,66%), Eni (+0,49%), Buzzi Unicem (+0,33%), Fondiaria (+0,19%), Banco Popolare (+0,16%) e Mediaset (+0,10%).
Passiamo ai ribassi.
AZIMUT (-1,86%) per un po' si era temuto il peggio, nella seduta di mercoledì, infatti, il titolo era sprofondato di nuovo a quota 6,635 euro, ma si è ripreso ed è rimasto perlomeno sopra il livello dei 7 euro. Resta debole e non riesce a trovare lo spunto per il ritorno perlomeno in area 8 euro, ma il settore continua ad essere nell'occhio del ciclone quindi al momento gira così.
TELECOM (-1,65%) effettivamente ci si poteva attendere una pausa dopo i continui rialzi. La quota di 1,1 euro al momento si sta dimostrando ostica da superare, ma è solo un periodo, occorre consolidare questi valori in attesa di un nuovo balzo in avanti.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati Bulgari (-0,73%), Saipem (-0,68%) e Stmicroelectronics (-0,45%).
Banca MPS, Terna ed Ubi Banca non hanno avuto alcuna variazione rispetto alla scorsa settimana.
 
Ci avviciniamo quindi alle temute scadenze tecniche, che in questo mese, coincidendo con il giorno 17, quindi non sembrano propizie.
 
Mettendo da parte la scaramanzia occorre invece capire che impatto potranno avere le misure annunciate da Obama dal quale era lecito attendersi una maggior “vivacità” nell'approssimarsi della data delle elezioni di mezzo, nelle quali l'attuale Presidente rischia una dolorosa sconfitta.
Gli ultimissimi dati sulla disoccupazione Usa sembrano meno drammatici, ma potrebbero anche essere “drogati” da qualche assunzione in più che l'Amministrazione ha deliberato proprio in vista della tornata elettorale.
 
Non ci sembra, comunque, che la situazione possa cambiare radicalmente, né in un senso, né nell'altro, solo il prossimo mese, con le relative trimestrali darà indicazioni più precise.
Autore: Giancarlo Marcotti
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