Banche Usa: meno guadagni, meno appeal
Sembra una banalità ma a se a dirlo è uno dei guru dell’alta finanza statunitense, il miliardario Warren Buffet, qualche significato ce l’avrà pure. Buffet, proprietario di Berkshire Hathaway Inc., che è l’azionista principale dell’istituto Wells Fargo & Co. e ha una partecipazione nel gruppo creditizio US Bancorp, mette in guardia da chi dorme sugli allori passati, ricordando come i Paesi finanziatori – Usa compresi – non risultino più attraenti come un tempo.
Il suo warning è arrivato durante una riunione annuale degli azionisti della Berkshire di Omaha, in Nebraska: «A mio parere, il tasso di redditività bancario americano sarà notevolmente inferiore nel prossimo futuro di quanto lo fosse nella prima parte di questo secolo. Un motivo molto importante è che il potere della leva finanziaria sarà ridotto. Questa è probabilmente una buona cosa per la società ma può essere un male per le banche che dovranno utilizzarla in modo intelligente».
Buffett, che ha mantenuto il proprio investimento in US Bancorp con il 3,6%, rendendo la Berkshire il terzo gruppo bancario nella speciale classifica Usa di “chi presta di più”, sta però vendendo una quota della sua partecipazione in Bank of America Corp.
Le sue parole di moderato allarme, del resto, rendono conto di alcuni dati poco incoraggianti per il settore: nel primo trimestre 2011 le entrate delle sei maggiori banche degli Stati Uniti sono diminuite della maggior percentuale degli ultimi tre anni, la quantità dei prestiti è diminuita come pure il loro costo per la clientela. Con una disoccupazione bloccato sopra l'8%, i prezzi delle case che stanno tornando giù e i limiti imposti alle commissioni, le banche non soddisfano le aspettative di un mercato più ampio.
Ma mentre le entrate nette di Bank of America, JPMorgan Chase & Co., Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs Group Inc. e Morgan Stanley sono scese del 13,3% nel primo trimestre rispetto all'anno precedente, secondo Bloomberg e il KBW Bank Index dei 24 maggiori istituti di credito degli Stati Uniti è calato dell’1,3% quest'anno, lo Standard & Poor's 500 Index (l’indice delle 500 più importanti compagnie quotate in borsa) è salito dell'8,4%. ( Fonte: www.valori.it)