" Altra tegola per Mps, nel 2011 non contabilizzati costi per 130 milioni " di Lorenzo Dilena

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/immagine_620_fixed/profumo_e_mussari_mps.jpgNel bilancio 2011 di Banca Monte dei Paschi di Siena, l’ultimo firmato dal presidente Giuseppe Mussari, non sarebbero stati contabilizzati costi di competenza relativi al personale per circa 130 milioni di euro. La notizia, che da giorni circola a Siena, è stata ufficiosamente confermata da fonti della banca. Secondo altre fonti, invece, i costi dimenticati sarebbero superiori a 150 milioni. L’istituto ha chiuso il 2011 con una perdita di 4,7 miliardi di euro e il primo semestre 2012 con un rosso di 1,6 miliardi.

Spese rimaste nel limbo. Anziché essere correttamente imputate all’ultimo esercizio, queste spese sarebbero rimaste in una sorta di limbo contabile fino a quando nel secondo trimestre, un’indagine interna condotta dall’amministratore delegato Fabrizio Viola e dalla nuova responsabile delle risorse umane Ilaria Della Riva (guarda video) ha portato all’emersione della “dimenticanza”. L’indagine ha riguardato soprattutto la contabilità della direzione del personale, che, fino al 18 settembre, ricadeva sotto la responsabilità del vicedirettore generale vicario Fabrizio Rossi. Tuttavia, è dallo scorso maggio, da quando cioè Viola e il presidente Alessandro Profumo hanno avviato il ricambio dirigenziale, che Dalla Riva ha preso concretamente in mano la gestione di tutta l’area personale.

Indagine interna. Le verifiche sono ancora in corso e, si apprende, sarebbero concentrate su 18 dirigenti, ai quali è stata inviata una lettera con richiesta di spiegazioni. Fonti senesi vicine alle vicende riferiscono che mancherebbero all’appello le spiegazioni di un dirigente chiave, attualmente in malattia: si tratterebbe del numero due delle risorse umane e braccio destro di Rossi. La banca non ha tuttavia confermato questi ultimi dettagli né sembra al momento essere giunta a conclusioni definitive su eventuali responsabilità. Tuttavia, secondo quanto riferiscono i sindacati, è in corso «un’epurazione» che starebbe colpendo «i colleghi con i livelli retributivi più bassi della categoria dirigenti», tramite licenziamenti ad personam. Nel piano industriale presentato a giugno, la banca aveva messo in conto l’uscita di 100 dirigenti, e non è noto se le lettere di licenziamento già recapitate siano in connessione con l’affaire dei “costi dimenticati”. Al momento, peraltro, non c’è conferma ufficiale sulle voci interne che ipotizzano una «gestione piuttosto flessibile di premi di produzione, trasferte, contributi affitti fuori mercato, al di fuori di qualsiasi controllo». Una settimana fa Profumo, che è uno degli 80 soci de Linkiesta, aveva sfiorato il tema: «Al Monte nessuno faceva la propria parte, non si capiva chi faceva cosa, il sindacato gestiva l’azienda, e un cattivo sindacato è sempre lo specchio di un cattivo imprenditore». Parole che hanno provocato una reazione immediata di tutti i sindacati (v.comunicato), che hanno parlato di «attacco inaccettabile e premeditato», accusando il presidente dell’istituto di essere «uno dei grandi elettori» di Mussari alla presidenza dell’Abi e di avere a sua volta «incassato l’appoggio [di Mussari, ndr], al momento della designazione a presidente della Banca Mps».

Costi già spesati? Fonti vicine alla banca assicurano che i costi «sarebbero già stati spesati nei conti», senza tuttavia precisare in quale trimestre. Le spese del personale del secondo trimestre, circa 540 milioni, evidenziano un incremento del 4,1% su 519 milioni dei primi tre mesi 2012 e del 5% sul secondo trimestre del 2011 (escludendo dal computo Biverbanca, da poco ceduta). Ma, a una prima lettura, l’incremento in termini assoluti registrato nel secondo trimetre (20-30 milioni) non pare in grado di incorporare tutti i costi del personale dimenticati. Forse qualcosa ci sarà nella terza trimestrale, che sarà pubblicata il 13 novembre. ( Fonte: www.linkiesta.it)

Twitter: @lorenzodilena

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