" Wall Street termina contrastata" di Giancarlo Marcotti
Restano in territorio negativo sia il Dow Jones che lo S&P500, mentre chiude con un rialzo il Nasdaq (al solito, merito di Apple), quindi, dopotutto, la giornata si è “raddrizzata”.
I dati macro erano risultati indubbiamente deludenti, rivedere per il terzo mese consecutivo un indice ISM manifatturiero sotto quota 50 è stata una specie di pugnalata, cosa deve fare di più il governo per farlo risalire?
E quando scadranno le misure eccezionali, ma temporanee, approvate ancora durante la presidenza Bush? Sono domande alle quali occorre al più presto dare una risposta, i mercati, in caso contrario sarebbero molto selettivi.
Viste le brutte notizie possiamo così dire che a Wall Street, in fin dei conti, è andata ancora bene, certamente meglio che non in Europa dove i ribassi sono risultati (esclusa Piazza Affari) intorno al punto e mezzo percentuale.
Occorre però sottolineare che oggi il prezzo dell’oro ha superato una soglia molto critica, è stato oltrepassato infatti il livello dei 1.700 dollari oncia, e questo non avveniva dal marzo scorso, negli ultimi due mesi, quindi il prezzo del metallo giallo è cresciuto del 9% e sembra non abbia alcuna intenzione di fermarsi.
Dow Jones (-0,42%) Rialzi in particolare per titoli difensivi, Verizon (+1,77%), Wal-Mart (+1,25%) e Kraft Foods (+0,77%).
Maglia nera a Caterpillar (-3,13%) che prosegue nel proprio trend negativo. Male anche United Technologies (-1,88%) e Du Pont (-1,85%).
S&P500 (-0,12%) continua imperterrito la propria risalita Morgan Stanley (+3,40%), salgono anche Medtronic (+1,35%) e Altria Group (+1,30%).
Sul fondo della classifica troviamo Dow Chemical (+2,29%), Occidental Petroleum (+2,24%) e Baker Hughes (-2,06%).
Nasdaq (+0,26%) svetta Warner Chilcott (+3,45%), seguito da Baidu (+2,75%) e Apollo Group (+2,53%).
In giornata abbiamo però assistito ad alcuni ribassi “importanti”, in particolare per Netflix (-6,35%), Nvidia (-5,38%) ed F5 Networks (-3,10%).
Sembra quasi superfluo sottolineare come gran parte del merito del rialzo dell’indice tecnologico sia dipeso ancora una volta da Apple (+1,46%) tornato a salire dopo alcune sedute in cui avevano prevalso le prese di beneficio.