" Wall Street si riscatta" di Giancarlo Marcotti
Seduta non facile da commentare, occorre partire dalla chiusura della giornata precedente, dopo che gli indici Usa avevano terminato le contrattazioni con ribassi, anche se non eclatanti, nel dopoborsa le cose cambiavano repentinamente.
Ed i futures si dipingevano di un monocromatico verde, dando anche fiducia alle borse asiatiche che si apprestavano ad aprire i battenti.
Ed in effetti tutte le Borse asiatiche, con in testa Shanghai hanno chiuso con bei rialzi, unica eccezione Bombay.
Ci potevamo attendere che il buon vento continuasse a spirare anche sulle Piazze europee ed è stato così, ma solo in parte, ed eccoci a Wall Street, apertura in cauto progresso, poi, terminata la seduta in Europa, un bel balzo che ha portato gli indici a stelle e strisce ad incrementare il rimbalzo.
Per lo S&P500 quota 1450 ha fatto da “tappo” e qualcuno potrà prenderlo come un segnale negativo, noi sospendiamo il giudizio in attesa degli eventi.
Guardando all’euro (tornato su quota 1,29 rispetto al dollaro) sembrerebbe che i mercati non siano particolarmente preoccupati della situazione spagnola, personalmente non la sottovaluterei affatto.
Ma oggi era soprattutto giornata importante per i numerosi dati macro in uscita.
A partire dalla revisione del Pil Usa del secondo trimestre. Il mercato attendeva una conferma della prima lettura (+1,7%) ed invece è arrivata una doccia fredda (+1,3%) che, rapportato al dato del primo trimestre (+2,0%) potrebbe sembrare abbastanza pericoloso.
Non vogliamo minimizzare a tutti i costi una brutta notizia, ma ricorderete senz’altro che il mercato aveva stornato in generale nel secondo trimestre, mentre si è ripreso in quello attuale (che termina domani).
Il secondo dato negativo riguarda gli ordini di beni durevoli, crollati (è il caso di dire) del 13,2% (il più forte ribasso da tre anni a questa parte), se però escludiamo il settore dei trasporti il calo si riduce ad un -1,6% che mostra tutto un altro aspetto.
La terza delusione arrivava dal comparto immobiliare, le vendite di case con contratti da concludere sono calate ad agosto del 2,6% quando il mercato propendeva per un aumento dello 0,5%.
Ma arriviamo alle note liete, le prime richieste di sussidi alla disoccupazione sono diminuite la scorsa settimana a 359.000 unità, il dato più basso da un paio di mesi, le previsioni erano per 379.000 unità, migliore delle attese anche le richieste continuative.
Attenzione infine al prezzo dell’oro, che ha guadagnato un altro 1,5% arrivando a 1780,50 dollari per oncia, siamo così tornati ai livelli del febbraio scorso.
La debolezza del dollaro ovviamente influisce, ma non è la sola causa.
Dow Jones (+0,54%) General Electric (+2,85%) dopo aver rivisto al rialzo le stime di crescita, la quotazione raggiunta dal titolo è la più alta dal primo ottobre 2008. Rimbalza Intel (+1,90%) e risale anche Bank of America (+1,82%).
C’è stato anche qualche ribasso, ma tutti di lieve entità, Wal-Mart (-0,28%), AT&T (-0,24%) ed United Technologies (-0,23%).
S&P500 (+0,96%) svetta eBay (+3,32%) per il titolo leader delle vendite online un anno (perlomeno al momento) da incorniciare (+61,95%). A seguire troviamo Capital One Financial (+3,04%), quindi Williams Companies (+2,94%).
Maglia nera ad American Electric Power (-1,22%), quindi Altria (-0,79%) e Costco Wholesale (-0,69%).
Nasdaq (+1,39%) bel recupero per l’indice tecnologico dopo tre ribassi consecutivi. Svetta Green Mountain Coffee Roasters (+5,23%), ma ottima seduta anche per Avago (+4,30%) e Maxim Integrated (+3,70%).
Tra i pochi ribassi di giornata il solo di un certo rilievo è stato Activision Blizzard (-2,48%), molto più contenuti i cali di Biogen (-0,62%) e Bed Bath and Beyond (-0,39%).