" Piazza Affari: avanti adagio" di Giancarlo Marcotti
Non si può parlare di rimbalzo, certamente ci sono stati momenti, durante la seduta odierna, in cui ci si era illusi che il guadagno si potesse estendere e diventare “importante”, ma i dati macro americani hanno raffreddato tutti gli entusiasmi.
A mio avviso, però, i dati devono essere letti con attenzione e non occorre soffermarsi sul PIL del secondo trimestre, il cui incremento, in seconda lettura, è stato fortemente ridimensionato (+1,3% dal precedente +1,7%), certo, il rallentamento rispetto al primo quarter (+2,0%) è sensibile, non c’è dubbio, ma potevamo anche aspettarcelo.
Negativo anche il dato sugli ordini di beni durevoli, crollati ad agosto del 13,2%, ma se togliamo il settore trasporti il calo risulta estremamente più contenuto (-1,6%) ed a mio avviso è questo il dato più significativo.
Il mercato ha invece ignorato un dato sul mercato del lavoro che personalmente ritengo estremamente importante, le prime richieste di sussidi alla disoccupazione, infatti, sono calate (non diciamo crollate) a 359.000 unità dal precedente 385.000 (consenso 378.000) ed anche quelle continue sono risultate migliori delle aspettative.
Notizie confortanti dal mercato del lavoro, a mio avviso, sono estremamente significative, incidono anche sul sentiment, e potrebbero così influenzare i consumi, insomma non tutto è risultato negativo.
Le Borse, però, si sono mosse con cautela, alla fine il nostro Ftse Mib (+0,27%) ha chiuso in guadagno, ma abbastanza lontano dai massimi di giornata.
La seduta ha avuto un assoluto dominatore, è Bob Kunze Concewitz e la sua Campari (+3,39%) che vola al massimo storico chiudendo a 6,26 euro. Per la gloriosa Società meneghina, leader assoluta per gli aperitivi, una ininterrotta cavalcata trionfale cominciata dai minimi della crisi (marzo 2009) quando il titolo valeva circa 1,8 euro. Permetteteci l’autocitazione, da tempo sottolineiamo le straordinarie capacità manageriali del Ceo austriaco (ma italiano di adozione), vero e unico artefice di questa meravigliosa storia imprenditoriale italiana.
A seguire troviamo Azimut (+3,12%) che rimbalza dopo alcune sedute piuttosto deboli, quindi la “solita” Mediobanca (+2,96%) di questi tempi che non molla assolutamente i livelli raggiunti, grande segnale di forza in un momento estremamente delicato per l’economia italiana.
Torna a crescere (bella anche questa notizia) Buzzi Unicem (+2,88%), il comparto edile, dopotutto, dà l’impressione di resistere abbastanza bene.
Termina purtroppo un po’ lontana dai massimi Telecom Italia (+1,48%), ma perlomeno torna a far segnare una performance positiva.
Guardando invece il fondo della classifica troviamo il comparto automotive, in calo, per la settima volta nelle ultime nove sedute, Fiat (-2,13%), non va tanto meglio a Pirelli (-1,47%).
Giù anche Salvatore Ferragamo (-1,38%) che “paga” un po’ il fatto di essere stato l’unico titolo in controtendenza alla vigilia.
Attualmente Wall Street sta estendendo i guadagni, speriamo bene per la seduta di domani, ultimo giorno di settimana, mese e trimestre.