" Wall Street perde lo slancio iniziale" di Giancarlo Marcotti
Chiusura sostanzialmente positiva per gli indici Usa, ma decisamente lontana dai massimi di giornata fatti registrare nella prima ora di contrattazione, il Nasdaq poi termina con in ribasso, seppur frazionale.
Colpa di Bernanke?
Come noto il Presidente della Fed ha parlato oggi (erano le 18:30 ora italiana) a Indianapolis, ed il quadro che ne è uscito presentava più ombre che luci.
L’ombra principale, come si sa, riguarda il mercato del lavoro, la crescita, infatti, non è sufficiente che migliorare in senso sostanziale l’occupazione negli Usa, e questo rimane il principale cruccio per il Banchiere Centrale.
Ma se viene dato un colpo al cerchio, come nelle migliori tradizioni, ne deve conseguire un colpo alla botte, ed allora ecco che Bernanke ha aggiunto che anche qualora l’economia a stelle e strisce dovesse migliorare i tassi rimarrebbero comunque bassi, e questo per i mercati è puro miele.
A me però questa uscita è parsa, di comodo, mi spiego meglio. La frase di Bernanke, per la precisione, è stata “anche se abbiamo detto che terremo i tassi eccezionalmente bassi fino al 2015, ciò non vuol dire che ci attendiamo che l’economia possa rimanere in difficoltà fino a quel momento”. Il Presidente della Fed, quindi, sottolinea come le conclusioni alle quali arriva una mente logica e razionale non è detto che siano corrette. Bene, però allora mi deve dire il perché!
In pratica, Bernanke deve dire perché terrà i tassi a zero anche in presenza di un’economia, se non proprio in espansione, perlomeno in ripresa e non più in difficoltà. Sottolineo infatti che stiamo parlando di tassi a zero, non bassi.
Insomma, avete capito, personalmente sono scettico, capisco che dal pulpito dal quale parlava forse non poteva dire altro, ma a me il messaggio che è arrivato è di una situazione che ha difficoltà a sbloccarsi, e, visto l’andamento dei listini azionari, forse a quelle conclusioni non sono giunto solo io.
Però, anche in questo caso, spero proprio di sbagliarmi.
Dow Jones (+0,58%) miglior titolo di giornata proprio il neo entrato nell’indice, Unitedhealth (+1,89%), buona la giornata per il comparto bancario, anche se la chiusura è stata abbastanza lontana dai massimi di giornata. American Express (+1,53%) e Bank of America (+1,47%).
Pochi i ribassi, fra questi: Microsoft (-0,91%) dopo il taglio di rating da parte di RBC (da Outperform a Sector Perform). In calo anche Caterpillar (-0,66%) e Walt Disney (-0,40%).
S&P500 (+0,27%) svetta Kraft Foods (+2,83%) che non solo non soffre l’uscita dall’indice DJ, ma con la performance odierna è addirittura in prossimità dei massimi assoluti toccati nel giugno del 2002. Troviamo poi Goldman Sachs (+2,80%) sorretta da un lusinghiero giudizio della famosa rivista economica Barron’s, quindi General Dynamics (+1,97%).
E’ arrivato lo storno deciso di Raytheon (-2,76%) anche se la chiusura è arrivata ben distante dai minimi, male Apple (-1,16%) che ha condizionato tutto il Nasdaq, e Starbucks (-1,11%).
Nasdaq (-0,09%) ancora in vetta ai rialzi Research in Motion (+4,80%) che sfrutta il momento poco esaltante di Apple, seguito da Fastenal (+3,73%), quindi BMC Software (+3,27%) per la quale si parla, sulla stampa ben informata, che stia studiando la propria vendita.
I maggiori ribassi sono stati fatti segnare da Baidu (-3,52%), Micron Technology (-3,51%) e Check Point Software (-2,99%).