" Wall Street: è arrivato il QE3 " di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Bisognava capire quanto e per quanto, ma dopo i dati macro sull’occupazione delle scorse settimane tutti ormai davano per scontata l’introduzione di un QE3.

 

Oggi Ben Bernanke ci ha detto “quanto” (40 miliardi al mese), non ci ha detto “per quanto”, limitandosi ad affermare un generico “dopo la valutazione di una serie di fattori”, in altre parole quello che sulle ricette di cucina si indica con la sigla “qb”, cioè “quanto basta”.

 

Ma Ben Bernanke, e ciò noi lo valutiamo molto positivamente, si è anche premurato di dire che “la politica monetaria non cura tutti i problemi”, personalmente sono sempre stato un sostenitore di questa tesi, i mercati amano le iniezioni di liquidità, che innegabilmente servono, ma non possono restare fini a se stesse.

 

Occorre ricordare infatti che tutto ciò che va “iniettato” in maniera innaturale prima o poi dovrà essere ritirato, oppure verrà pagato come inflazione, il che è la stessa cosa. L’economia, in altre parole, deve sempre camminare con le proprie gambe.

 

Il Presidente della Fed ha anche aggiunto che quella americana è “sulla via di una moderata ripresa” ed anche su questo aspetto io concordo, e le decisione annunciate oggi dall’altra sponda dell’Oceano, vanno nella direzione di quelle approvate dalla Bce pochi giorni fa.

 

Ora, come giusto che sia, si scateneranno coloro che sono contrari ad una simile politica economica, e sono tanti, e con buone ragioni, ma non cambieranno la sostanza. I tassi così resteranno bassi, anzi eccezionalmente bassi, almeno fino a metà 2015, inizialmente era metà 2013, poi è diventato metà 2014 ed ora siamo a metà 2015, insomma la “cura” si prolunga.

 

D’altronde è giusto che sia così, se si deve ripagare un debito che sta diventando praticamente impossibile rimborsare nei tempi previsti la cosa da fare è allungarne il periodo di ammortamento, si pagherà per più tempo sì, ma cos’altro si poteva fare?

 

C’è una sola grande, anzi immensa barriera che non deve essere superata, cioè non si deve mai oltrepassare la soglia per cui un debito diventa impagabile, quando ci si pone la solita domanda sui debiti pubblici dei vari Stati, “con chi si è contratto il debito?”, la risposta è semplicemente, “con le future generazioni!”

 

Dow Jones (+1,55%) nessun ribasso fra i trenta componenti, i maggiori rialzi sono stati fatti segnare dai bancari, JP Morgan (+4,55%) e Bank of America (+4,10%), quindi Alcoa (+3,22%).

 

S&P500 (+1,63%) in testa Citigroup (+4,24%) seguito da Freeport McMoran (+4,21%), quindi Dow Chemical (+4,14%) ed Occidental Petroleum (+4,14%).

 

Soltanto due i ribassi, Nike (-1,63%) e Dell (-0,09%).

 

Nasdaq (+1,33%) di Monster Beverage Corp (+5,18%), Staples (+3,64%) e F5 Networks (+3,53%) i maggiori rialzi.

 

O’Reilly Automotive (+4,80%), Marvell Tech (-0,54%) e Avago Tech (-0,45%) terminano col segno meno.

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