" Venezia: come si svende un patrimonio" di Riccardo Cristiano
Totò doveva fare il sindaco di Venezia. Il " Fontego dei tedeschi", uno dei gioielli veneziani lì vicino al Ponte di Rialto, ricostruito nel 1508 dalla Serenessima con il coinvolgimento di personalità del calibro di Tiziano, è stato venduto a Benetton nel 2008 per poco più di 50 milioni di euro: forse lui, Totò, quello che voleva vendere il Colosseo, avrebbe spuntato qualcosina di più. Ora per 6 milioni di euro il Comune ha concesso a Benetton di farne quel che vuole: e lui ha presentato il progetto di 6800 metri quadrati di negozi che si rincorrono ai vari piani del vecchio fondaco. E come si sale dal piano terra? Facile. Con delle scale mobili levatoie! Sì, avete letto bene, scale mobili levatoie in un palazzo del Cinquecento.
Va così l'Italia ai tempi della crisi e ai veneziani che chiedevano dove fosse la destinazione a spazio pubblico il sindaco ha risposto con la mutazione di destinazione, in cambio di sei milioncini, e Benetton con un ridicolo impegno a concedere il cortile e la terrazza per dieci giorni l'anno. Poi ci sarebbero degli spazi annessi all'enorme edificio che sarebbero adibiti a servizi alla cittadinanza.
Detto che su questa terrazza poi ci sono furiose discussioni con tecnici ed esperti che parlano di scempio ( gli architetti di Benetton faranno capire meglio i loro piani nei prossimi giorni) è chiaro che questa alienazione e mutazione di destinazione è una delle pagine più tristi e gravi della nostra storia ai tempi della crisi. Togliere alla città una spazio pubblico così importante e di tale valore storico per consentire a un imprenditore per l'esigua somma di sei milioni di euro di mettere su un enorme cianfrusagliao nel cuore di Venezia è non solo un colpo alla città, ma anche un contributo a farne una città finta, senza servizi per i cittadini, ma solo gadgedt per i turisti.Con la scusa della crisi. Così l'esempio di Venezia potrebbe poi essere seguito da tanti. Che ne dite se il Comune di Roma, per far fronte alla necessità di far cassa, vendesse la Fontana di Trevi a un grande produttore di sifoni per bagni? O forse non si potrebbe arrivare a offrire per qualche milione di euro a Roma o Lazio di costruire il nuovo stadio nel Colosseo? Gli esempi sono infiniti, ma quel che colpisce è che la strada indicata dal grande Totò è stata imboccata davvero senza che questo destasse scandalo.( Fonte: www.ilmondidiannibale.it)