Usa, si pensa alla chiusura di Fannie Mae e Freddie Mac

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/fannie-freddie2.jpgSi sta forse per scrivere una pagina decisiva nella turbolenta storia di Fannie Mae e Freddie Mac. Una pagina che, dopo anni di controversie, potrebbe condurre alla loro chiusura.

 

Le due agenzie federali sono al centro dell'attenzione a partire dall’autunno 2008, quando hanno rischiato il tracollo a causa della crisi immobiliare del 2008. A salvarle aveva provveduto lo Stato americano, che si è impegnato a sostenerle fino al 2012. Proprio ieri Fannie Mae ha fatto sapere di aver bisogno di un'ulteriore iniezione di capitali pari a 7,8 miliardi di dollari per coprire oltre 5 miliardi di perdite trimestrali. Con quest'intervento, il volume di denaro pubblico investito nell'agenzia arriverebbe a un totale di 111 miliardi: ai quali vanno aggiunti i 72 miliardi per Freddie Mac.

 

Da tempo si ritiene che la soluzione obbligata sia quella di cessare progressivamente le loro attività. Ma gli schieramenti politici devono trovare un accordo sui modi e i tempi di tale operazione. Nella giornata di ieri, il senatore repubblicano Bob Corker ha presentato la bozza di un disegno di legge per creare una struttura legale uniforme per tutti i titoli legati ai mutui, da sottoporre alla vigilanza della Federal Housing Finance Agency. Propone inoltre di chiedere maggiori garanzie a chi contrae un mutuo nella forma di un anticipo pari al 5% dell'importo totale e di una documentazione dettagliata. A Fannie e Freddie sarebbero concessi dieci anni di tempo per azzerare il loro capitale garantito da titoli legati ai mutui. A quel punto, le loro licenze e i loro database verrebbero venduti a investitori privati.

 

Tramite una nota, il senatore Corker fa sapere che il suo vuole essere un primo passo per l'insediamento di un dibattito sul modo migliore di ricostruire il settore immobiliare americano dopo lo shock della crisi dei muti subprime. «Rispetto al giorno in cui il governo ha preso il controllo delle due società, non ci siamo mossi di un centimetro – ha dichiarato –. Presentiamo questo disegno di legge per mettere un punto e iniziare un discorso che Washington rimanda ormai da troppo tempo». La Commissione bancaria del Senato non ha ancora messo in programma alcuna udienza per la discussione della proposta. ( Fonte: www.valori.it)

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