Usa, lievitano i compensi per i direttori finanziari
La media delle retribuzioni dei direttori finanziari delle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione, l'anno scorso, ha fatto un balzo in avanti del 19%. Ed è andata così ad attestarsi a quota 2,9 milioni di dollari, con enormi oscillazioni di caso in caso. Lo dimostra un'indagine del Wall Street Journal, che specifica come, di norma, a fare la parte del leone non siano gli stipendi-base, ma i premi corrisposti sotto forma di bonus e quote azionarie.
Si tratta di un aumento che in buona parte è figlio della ripresa dei profitti (che l'anno scorso, per le aziende incluse nella rilevazione, hanno segnato un +47%) e delle quotazioni di Borsa: il ritorno medio per gli investitori è stato del 21%. Sono proprio i chief financial officer (CFO), in molti casi, a ricevere le retribuzioni più consistenti; e spesso, in caso di passaggi di consegne, spetta a loro il compito di sostituire i CEO.
Sono cinque i casi in cui tali compensi hanno superato la quota stratosferica di 20 milioni di dollari. L'azienda più “generosa” in assoluto è il colosso dei media Viacom, che ha corrisposto 64,6 milioni di dollari in nove mesi al direttore finanziario Thomas Dooley. Segue a ruota Stephen Chazen della compagnia petrolifera Occidental, che nel 2010 ha intascato 38,1 milioni di dollari, per poi diventare CEO nel mese di maggio di quest'anno.
A seguire, i CFO dei colossi dell'informatica e delle telecomunicazioni: Peter Oppenheimer di Apple (29,8 milioni), Patrick Pichette di Google (22,6 milioni) e Michael Angelakis di Comcast (21,2 milioni). ( Fonte: www.valori.it)