Afghanistan, dopo Kabul Bank c'è un'altra banca a rischio?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

I riflettori del Fondo Monetario Internazionale sono ancora puntati sull'Afghanistan. Si parla da mesi di Kabul Bank, che ha rischiato il tracollo a seguito di una serie di operazioni fallimentari, sulle quali – si denuncia – hanno pesantemente inciso il clima di corruzione nella dirigenza e il mancato controllo da parte delle autorità.

Ma, svelano al Wall Street Journal alcune fonti anonime, non si tratterebbe di un caso isolato. Ci sarebbe infatti una seconda banca, di cui non è ancora stato rivelato il nome, che attualmente versa in condizioni critiche. Il governo afghano anche in questo caso è accusato di non aver preso adeguati provvedimenti per tenere sotto controllo la situazione. In mancanza di un'analisi accurata, è impossibile – spiegano le fonti – scoprire la natura del problema e mettere in atto le misure necessarie ad evitare un ulteriore dissesto del sistema finanziario del Paese.

Per questo motivo il Fondo Monetario Internazionale ha rifiutato di rinnovare il proprio programma di assistenza al governo afghano, sospeso circa un anno fa. Il che mette a repentaglio gli aiuti internazionali: molti Stati infatti non li possono sbloccare in mancanza di un piano condiviso, avvallato dal Fmi.

Secondo Najib Malalai, portavoce del ministero delle Finanze, quella del FIM è una posizione politica che non tiene conto del fatto che l'Afghanistan abbia messo in campo tutte le forze necessarie a trovare una via d'uscita alla crisi bancaria. Ma la situazione, è evidente, rimane critica. Basti pensare che proprio ieri il governo ha chiesto l'arresto di Abdul Kadir Fitrat, il dirigente della banca centrale accusato di aver inciso sul fallimento di Kabul Bank, fuggito negli Stati Uniti - a quanto ha dichiarato - per salvaguardare la propria incolumità. ( Fonte: www.valori.it)

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