Usa, le “too big to fail” sono sempre più “big”

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201103/jpmorgan.jpgIl dibattito sulla questione delle banche “troppo grandi per fallire” negli Stati Uniti è lungi dall’essere terminato.
A spiegarlo è un’analisi pubblicata questa mattina dal Wall Street Journal, che sottolinea come, sebbene la riforma della finanza approvata nel luglio scorso dal Congresso abbia cercato di contenere le dimensioni dei colossi bancari, ancora oggi in molti sottolineano i pericoli connessi alla loro “taglia”. E per questo ne chiedono una separazione.

Anche all’interno della sottocommissione del Senato Usa deputata al controllo sugli istituti di credito - che si riunirà oggi proprio per discutere di questo argomento e, più in generale, dei passi che occorre fare per dare completa attuazione al Dodd-Frank Act - numerosi parlamentari sono convinti della necessità di un nuovo giro di vite.
La riforma della finanza, d’altra parte, affrontava il problema delle “too big to fail” cercando di riordinare le prerogative degli organismi di vigilanza.
Alla Federal Deposit Insurance Corp, in particolare, è stato conferito il potere di operare “sforbiciate” alle banche eccessivamente grandi qualora dovessero trovarsi in difficoltà.

Ma a preoccupare è il trend in atto: le banche, anziché diminuire prudenzialmente le loro dimensioni, risultano via via sempre più ipertrofiche.
Le quattro principali degli Stati Uniti (JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo) possiedono ad oggi il 62% degli asset complessivi in mano al settore finanziario, contro il 54% di cinque anni fa. ( Fonte: www.valori.it)

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