Usa, le banche più piccole alzano la voce
Finora le banche di medie e piccole dimensioni hanno lasciato che a rappresentarle fossero le lobby di Wall Street. Ma – riporta l’agenzia Bloomberg – la situazione potrebbe presto cambiare.
Società come US Bancorp, SunTrust Banks, PNC Financial Services and Regions Financials hanno infatti iniziato a sviluppare le proprie lobby, per farsi sentire più da vicino con i regolatori. A detta loro, il problema del Dodd-Frank act sta nel fatto che sottoponga ai requisiti più severi tutte le società i cui asset superano i 50 miliardi di dollari. Il che le mette sullo stesso piano di colossi finanziari del calibro di JPMorgan Chase e Goldman Sachs. Trascurando il fatto che questi ultimi si dedichino a complessi prodotti finanziari ad alto rischio, mentre gli istituti più piccoli sono focalizzati soprattutto sui depositi e sui finanziamenti. È per questo che i loro dirigenti chiedono che, all’interno del quadro normativo, vengano studiate ulteriori distinzioni.
Questo cambiamento d’approccio è evidente dalle cifre. SunTrust, ad esempio, nel 2010 e nel 2011 aveva speso in attività di lobbying meno di 5 mila dollari. A partire dal 2012 ne ha già sborsati 75 mila. I numeri salgono per PNC (570 mila dollari nel 2010, 1,53 milioni nel 2011 e 750 mila nei primi dieci mesi di quest’anno) e Regions, a cui le lobby sono costate 540 mila dollari nel 2010, 1 milione l’anno scorso e 890 mila a partire dall’inizio del 2012.
Fonte: www.valori.it