Usa, le banche contestano gli esiti degli stress test
Alcune delle 19 banche americane sottoposte agli stress test nell’ultimo mese avrebbero sollevato perplessità sui metodi utilizzati dalla Federal Reserve nella valutazione dei loro requisiti di capitale. Lo riferisce il Wall Street Journal. Fonti vicine alle banche hanno confermato i propri dubbi sottolineando le significative differenze tra i risultati delle loro stime e quelli delle valutazioni della Fed sui livelli di capitalizzazione. Cinque istituti analizzati, ricorda il WSJ, non hanno passato i test. All’origine della contesa c’è la scelta della Fed di non rendere pubblico il proprio metodo di calcolo e di valutazione nel timore, suggeriscono fonti vicine all’istituto centrale Usa, che le banche possano applicare trucchi contabili per influenzare positivamente i risultati. La stessa Fed è tuttora impegnata a mettere nero su bianco le regole sulla realizzazione dei test negli anni a venire come impone, per altro, lo stesso Dodd-Frank Act, la legge di riforma dei mercati finanziari Usa.
Tra le banche che hanno espresso maggiori perplessità nei confronti dei metodi degli stress test si segnalano Ally Financial (che ha definito le stime Fed “inconsistenti rispetto alle sue”), Citigroup e JP Morgan che ha riscontrato significative differenze rispetto ai risultati dei suoi calcoli ma che, interpellata sulla questione, non ha voluto rilasciare alcun commento. ( Fonte: www.valori.it)