" Fondo salva-Stati, giochi aperti sulla cifra finale" di Arturo Portentino
Il Fondo salva-Stati deve aumentare, anche la Merkel ne è convinta, e l'Eurozona fa i conti in vista di venerdì, quando i ministri delle Finanze si riuniranno a Copenaghen per dare vita a quello che l'Ocse vorrebbe fosse «la madre di tutti i salva-Stati». Ma sulla cifra finale i giochi sono ancora tutti aperti. «Gli squilibri economici nella zona Euro sono stati affrontati in modo incompleto, creando una nuova instabilità a metà 2011», e ciò rende «necessario aumentare il Fondo salva-Stati per fornire sostegno credibile ai Paesi vulnerabili», avverte l'Ocse nell'ultimo rapporto sull'Eurozona. «Credibile» vuol dire di circa mille miliardi di euro, ovvero la «madre di tutti i salva-Stati», come l'ha definito il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria.
Per Gurria, i ministri devono fare una scelta che convinca i mercati, andando oltre le loro aspettative, e che sia in grado di rispondere alle necessità di Paesi deboli, vedi la Spagna, che sono chiamati per quest'anno a fare sacrifici pesanti per rimettere i conti a posto. Madrid, che proprio venerdì annuncerà i primi sforzi con gli occhi dei ministri puntati sugli obiettivi del governo, solo per il 2012 dovrebbe tagliare circa 41,5 miliardi di euro, per raggiungere l'obiettivo di riduzione del deficit già rinegoziato con Bruxelles e che per ora si assesta al 5,3%. E senza tenere conto della recessione, che potrebbe portare i tagli del governo fino a 55 miliardi.
Ma l'idea di arrivare a mille miliardi, sostenuta anche dalla Commissione Ue, per ora è poco realistica: Berlino ha acconsentito ad un utilizzo parallelo dei due fondi salva-Stati (quello temporaneo, Efsf, 440 miliardi, in scadenza a luglio 2013, e quello permanente, Esm, 550 miliardi, operativo da luglio 2012), ma è contraria a sommare le loro capacità. Il timore tedesco è di impegnarsi su cifre troppo elevate, vicine ai tre zeri, che dovranno poi essere mantenute tali in modo permanente. La mediazione che propone come alternativa è un utilizzo parallelo dei due strumenti, ma sommando ai 500 miliardi del Esm i 192 che l'Efsf ha già impegnato per la Grecia. Ovvero, l'aumento sarebbe solo nominale e la capacità di prestito resterebbe ferma a 500.
Intanto la Germania frena anche sulla Tobin tax, almeno quella a livello europeo: «Non la adottiamo», ha detto il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble annunciando di aver rinunciato definitivamente all'idea. E subito il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, contrario alla Tobin solo nella Ue, chiede ai governi di riflettere su «soluzionì alternative» per raggiungere lo stesso obiettivo, ovvero far pagare alla finanza una parte del costo della crisi.
All'Eurozona serve «un vero parafulmine e non un nuovo estintore»: così il presidente dei liberali del Parlamento Ue, Guy Verhofstadt, critica l'ipotesi di un aumento del fondo salva-Stati "al ribasso", ovvero l'ipotesi di compromesso a cui si lavora per conciliare la posizione tedesca, che vorrebbe un aumento limitato, con quella della Commissione Ue che propone un aumento vicino ai mille miliardi.
«In questo momento anche la fusione dei due fondi (Esm e Efsf) sarebbe insufficiente per rafforzare le nostre difese, in particolare se uno dei grandi Paesi Ue, come la Spagna, si trovassero di fronte a rischi di solvibilità», ha detto Verhofstadt, che chiede ai ministri che dovranno decidere venerdì sul fondo salva-Stati di «approvare una volta per tutte una soluzione a lungo termine», prendendo anche in considerazione la proposta tedesca di un sistema temporaneo per «mutualizzare il debito». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)