Usa, il GAO critica il piano Joint Strike Fighter
Ancora una volta una voce critica richiama l'attenzione dell'opinione pubblica: gli investimenti in mezzi militari del governo statunitense, com'è ben noto, hanno costi stratosferici. E, come se non bastasse, le scadenze non fanno che allungarsi, trascinando con sé le spese. Così, i programmi del Dipartimento alla Difesa rischiano di trasformarsi in una voragine che succhia risorse che potrebbero essere preziose per la popolazione dell'economia più sviluppata del mondo.
A evidenziare forti elementi critici è una nuova relazione del GAO (US Government Accountability Office). In sostanza è l'equivalente della nostra Corte dei Conti: un ente indipendente che verifica il modo in cui lo Stato americano decide di spendere i soldi dei contribuenti.
Sul banco degli imputati è l'F-35 Lightning II, altrimenti detto Joint Strike Fighter (JSF). Si tratta di un caccia multiruolo di quinta generazione, scelto dalla maggior parte dei Paesi, anche in Europa, per sostituire gli aerei da combattimento in aeronautica e in marina. La progettazione e la costruzione sono state affidate a un consorzio industriale costituito da Lockheed Martin, Northrop Grumman e BAE Systems. Per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, si tratta del programma più dispendioso di sempre. Il costo complessivo è stimato in 385 miliardi di dollari per 2.457 velivoli. Per intenderci, un investimento che da solo vale il 2,7% del Pil statunitense del 2010.
Già nel marzo dell'anno scorso il GAO ha formalmente chiesto alla Casa Bianca di rivedere il progetto. E negli ultimi quindici mesi è stata portata avanti una revisione del programma, tuttora in corso, che (si auspica) porterà a obiettivi più realistici. Ed è qui che, di nuovo, interviene il GAO, che nel suo ultimo rapporto mette l'accento su un fattore: il dipartimento alla Difesa ha rivisto al ribasso il suo programma di approvvigionamento di velivoli entro il 2016, ma non ha messo a punto un nuovo piano dei costi. Anzi: la spesa per unità è pressoché raddoppiata. Di fatto, la revisione si traduce in continui ritardi, tempi per il collaudo che si dilatano a dismisura e costi in aumento, a fronte di risultati concreti che restano ancora lontani. Ora il totale delle spese per lo sviluppo è stimato a 56,4 miliardi di dollari entro il 2018: si tratta di uno slittamento di 5 anni sulla tabella di marcia originaria, che corrisponde a un + 26% delle spese. E i dubbi rimangono. Dopo nove anni di sviluppo e quattro di produzione, non si è ancora riusciti a dimostrare che la progettazione del velivolo sia stabile, che i processi produttivi siano maturi e che il sistema - in sintesi - possa dirsi affidabile. Solo il 4% delle potenzialità dei Joint Strike Fighter è stato scientificamente dimostrato da test di volo o in laboratorio. È stato pienamente accreditato come affidabile solo il 3% dei 32 test condotti a terra e tramite simulatori. Mentre lo sviluppo del software resta molto indietro rispetto ai tempi previsti in origine. ( Fonte: www.valori.it)