USA: I PARADOSSI DELLA TASSAZIONE SULLE IMPRESE

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Le imprese statunitensi sono soggette ad un'aliquota fiscale del 35%, una delle più alte al mondo. Ma, fra le 500 grandi aziende che rientrano nell'indice di Standard & Poor's, 115 hanno pagato meno del 20% negli ultimi cinque anni;  per 39 di queste si è arrivati addirittura a meno del 10%. Con picchi in alcuni casi che hanno dell’incredibile: Boeing ha pagato il 4,5%, Southwest Airlines il 6,3%, Yahoo il 7%, Prudential Financial il 7,6%, Carnival Corporation, addirittura, l'1,1% dei suoi 11,3 miliardi di profitti. A dimostrarlo è una ricerca di Capital IQ per il New York Times.

Una premessa: non si tratta di evasione fiscale. È tutto legale, grazie alle falle nel sistema tributario statunitense. Infatti, le aziende possono sottrarre dai profitti le perdite patite negli anni precedenti, evitando perciò le imposte fino al momento della ripresa. Yahoo fa parte di questa categoria. Altre puntano sugli investimenti detraibili; è il caso di Southwest. Senza contare la possibilità di sfruttare i paradisi fiscali come Panama, dove ha sede legale Carnival: poco importa che gli uffici dei dirigenti siano a Miami e che i passeggeri si imbarchino a New York, Seattle e Los Angeles.

Il problema non è solo il fatto che il governo riesca a ricavare meno capitali: questo meccanismo può portare a pesanti distorsioni nel sistema. Alcune decisioni aziendali, ad esempio, sono prese nonostante siano da un punto di vista strettamente imprenditoriale perfino illogiche. Ma diventano convenienti proprio perché portano a una riduzione delle tasse. Così, le compagnie aeree comprano più aerei del necessario e i colossi farmaceutici portano avanti ricerche che hanno un minimo potenziale di successo. 

I politici di ogni orientamento concordano sulla necessità di ristrutturare profondamente il sistema di tassazione delle imprese, ma non sarà certo facile. Uno stallo che fa molto comodo alle aziende, impegnate nel mantenimento dello status quo con i loro eserciti di lobbisti. La Business Roundtable, che rappresenta l'élite dell'America imprenditoriale, formalmente si dice favorevole ad una riforma fiscale, ma solo nella direzione di una riduzione delle tasse, senza prendere in considerazione la possibilità di limitarsi a semplificare il sistema. ( Fonte: www.valori.it)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post