Usa, Hoenig (Fed): «Dividiamo le grandi banche»

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Le banche “troppo grandi per fallire” continuano a rappresentare una minaccia per la stabilità del sistema finanziario e per l’economia degli Stati Uniti. E per questo sarebbe utile smembrarle. A spiegarlo è stato uno dei dirigenti della banca centrale americana, Thomas Hoenig, le cui dichiarazioni non mancheranno di suscitare polemiche. «Dobbiamo fare in modo che le dimensioni degli istituti più grandi vengano ridotte considerevolmente», ha precisato il manager, sottolineando al contempo che la taglia delle “big” di Wall Street dopo la crisi è aumentata ulteriormente, anziché diminuire. «Ad oggi, quello legato ad un eventuale fallimento di una grande banca continua ad essere il pericolo più grande per il nostro Paese», ha aggiunto in un comunicato che è stato inviato ieri alla stampa americana.

La questione delle “too big to fail”, d’altra parte, è all’ordine del giorno in molti Stati, fin dal clamoroso crack di Lehman Brothers. Soprattutto in Gran Bretagna, si è discusso a lungo sull’opportunità di dividere le attività retail da quelle di investment banking. Esattamente come accadeva negli Stati Uniti quando era in vigore la legge Glass-Steagall, approvata dopo la Grande depressione del 1929 e abrogata nel 1999. 

Il dirigente della Federal Reserve ha poi aggiunto anche che «l’incitamento insito nel sistema ad assumersi grandi rischi non è cambiato in seguito alla crisi e, dal punto di vista della regolamentazione, i fattori che hanno scatenato il terremoto finanziario sono ancora presenti. Ciò che occorre è rendere le banche più gestibili, concorrenziali e responsabilizzate». La riforma Dodd-Frank, approvata nello scorso luglio, ha introdotto un meccanismo di smantellamento semi-automatico dei grandi istituti di credito che dovessero fallire, al fine di evitare di dover ricorrere nuovamente ad enormi esborsi di capitali pubblici. Secondo Hoenig, tuttavia, la situazione è «peggiore rispetto a prima della crisi», e continuerà ad esserlo finché non si imporranno alle banche radicali cambiamenti nei loro comportamenti. ( Fonte: www.valori.it)

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