Usa, ancora in crescita il numero delle banche “in difficoltà”
È aumentato ancora il numero di banche che sono considerate “in difficoltà” negli Stati Uniti. Nel quarto trimestre dello scorso anno, i nominativi presenti nella lista della Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic) sono cresciuti del 3%, arrivando a toccare quota 884.
La cifra, pubblicata ieri dall’agenzia federale statunitense che si occupa di garantire i depositi custoditi presso le banche fallite, fa sorgere nuovi interrogativi sulle condizioni complessive dell’industria finanziaria degli Usa. Il dato indicato è relativo al 31 dicembre scorso: il 30 settembre, ovvero al giorno del precedente rilevamento, erano 860. Ma ancora più inquietante è la percentuale relativa al settore nel suo complesso: le banche presenti nella lista della Fdic sono ormai l’11,5% del totale. Ad oggi operano infatti negli Stati Uniti poco meno di 7.700 istituti di credito, contro gli oltre 8.500 del 2007 (prima cioè della crisi finanziaria) e i circa 9.900 del 2000. Lo scorso anno, inoltre, hanno dichiarato il proprio fallimento 157 banche: il livello più alto dal 1992.
Nonostante tutto ciò, poco più di un mese fa lo stesso organismo di vigilanza americano aveva gettato acqua sul fuoco: il presidente Sheila Bair aveva spiegato che «nel corso del 2011 registreremo ancora un numero elevato di crack nel settore bancario ma il picco massimo è stato già raggiunto». Fino ad oggi il terremoto finanziario che ha colpito gli Stati Uniti ha comportato per la Fdic un “rosso” complessivo pari a 7,4 miliardi di dollari. Solo quest’anno il bilancio dell’agenzia federale dovrebbe tornare positivo. ( Fonte: www.valori.it)