Usa, Fannie e Freddie chiedono 900 milioni di dollari a UBS
Le autorità americane che tutelano gli organismi di rifinanziamento ipotecario semi-pubblici Fannie Mae e Freddie Mac, gravemente colpiti dalla crisi finanziaria ed immobiliare degli ultimi anni, hanno annunciato ieri di voler chiedere un risarcimento danni da 900 milioni di dollari alla banca svizzera UBS.
A spiegarlo è stata l’Agenzia federale del finanziamento immobiliare (FHFA), che ha sottolineato come una denuncia sia stata già depositata presso il tribunale di New York.
Secondo l’accusa il colosso bancario elvetico avrebbe venduto alle due agenzie specializzate nei mutui una serie di titoli collegati a dei crediti immobiliari di cattiva qualità (subprime).
Il tutto per un ammontare complessivo di per 4,5 miliardi di dollari. E più del 20% di tali prodotti finanziari si sono poi rivelati inevitabilmente “bad loans”.
Secondo la FHFA, «quei titoli sono stati venduti sulla base di documentazione che conteneva delle affermazioni false e numerose omissioni. In particolare si asseriva che i prestiti immobiliari collegati rispettavano determinati standard, a cominciare dalla capacità dei mutuatari di far fronte alle rate dei propri debiti».
L’ente regolatore, insomma, sostiene che UBS abbia scientemente raggirato i dirigenti di Fannie e Freddie, invitandoli ad acquistare strumenti finanziari pericolosi.
Il tutto in un periodo di tempo compreso tra il 2005 ed il 2007, ovvero subito prima dell’esplosione della crisi. Il cui costo, solo per le due agenzie semi-pubbliche, è stato pari a 164,4 miliardi di dollari, sostenuto interamente con il denaro dei contribuenti. ( Fonte: www.valori.it)