Usa, a Fannie e Freddie serviranno 169 miliardi di dollari entro il 2012

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Proprio a pochi giorni dalla pubblicazione delle proposte per riformare il mercato dei mutui degli Stati Uniti, illustrate al Congresso dal segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, una nuova ombra si allunga sulle due agenzia Fannie Mae e Freddie Mac.

Secondo quanto contenuto nella previsione di bilancio che il presidente Barack Obama ha consegnato ieri al parlamento, alla fine del 2012 il costo del salvataggio dei due organismi per le casse pubbliche raggiungerà probabilmente i 224 miliardi di dollari. Di questi, 55 torneranno però al Tesoro sotto forma di dividendi, per un saldo pari a 169 miliardi. In realtà, la Casa Bianca ha illustrato una serie di diversi scenari, secondo i quali si potrebbe arrivare perfino a 363 miliardi di dollari (cifra che scenderebbe a 259 dopo il pagamento dei dividendi).

Secondo la proposta di riforma del Tesoro il supporto pubblico per Fannie e Freddie andrà progressivamente cancellato. Geithner ha illustrato tre opzioni: la più “estrema” immagina di far tornare completamente nelle mani del mercato il sistema, e quindi di chiudere le due agenzie (che insieme alla Federal Housing Administration controllano una quota pari al 97% dei prestiti concessi negli Usa). Una seconda ipotesi, intermedia, “salverebbe” Fannie e Freddie, ma nell’ambito di un sistema che preveda la possibilità di un ritorno “automatico” dello Stato in caso di grave crisi. La terza possibilità, infine, è quella che prevederebbe un ruolo ancora di primo piano per il governo, che si limiterebbe ad imporre nuove regole al settore, mantenendo sostanzialmente inalterata l’attuale architettura. ( Fonte: www.valori.it)

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