Islanda, lanciata petizione contro l’accordo su Icesave
È stata firmata da oltre 12 mila cittadini islandesi la petizione con la quale si chiede al parlamento e al presidente della nazione nordica di bloccare il nuovo accordo su Icesave, la banca online fallita nell’ottobre del 2008. Si tratta dell’intesa raggiunta dal governo di Reykjavik con la Gran Bretagna ed i Paesi Bassi, secondo la quale l’isola ha accettato di restituire 1,3 miliardi di euro agli ex clienti di Icesave (340 mila in tutto), sebbene l’accordo preveda tempi estremamente lunghi per i pagamenti (dal 2016 al 1 gennaio del 2046).
Redatta dall’organizzazione “Samstada” (che in islandese significa “unità”), la petizione è stata pubblicata venerdì scorso sul sito internet www.kjosum.is, ed è già stata sottoscritta dal 12.350 persone. Cittadini che si appellano ai rappresentanti pubblici affinché indìcano un nuovo referendum su tale accordo. Si tratterebbe infatti - qualora la richiesta fosse accettata - della seconda consultazione elettorale dopo quella dello scorso mese di marzo, quando gli islandesi furono chiamati a ratificare un primo tentativo di accordo tra i tre Paesi. All’epoca il piano prevedeva un risarcimento da parte del governo nordico di 3,9 miliardi di euro. ma alla consultazione il 93% dei partecipanti votò “no” ed affossò il progetto.
Sigurbjorn Svavarsson, responsabile di Samstada, ha dichiarato che la sua organizzazione ha deciso di battersi per far sì che anche in questo caso l’opinione dei cittadini sia ascoltata. Non è tuttavia affatto detto che i parlamentari ed il governo accettino un nuovo referendum, dal momento che è altamente probabile che la maggioranza della popolazione dell’Islanda si manifesterebbe nuovamente contraria. ( Fonte: www.valori.it)